Un recente studio, pubblicato il 4 giugno 2026, ha lanciato un allarme significativo riguardo all'impatto ambientale dell'intelligenza artificiale (IA). La ricerca ha stimato che, entro il 2030, l'IA potrebbe arrivare a consumare ogni anno una quantità d'acqua equivalente a quella utilizzata da ben 1,3 miliardi di persone. L'analisi, condotta da Shaolei Ren dell'Università della California a Riverside, si è concentrata sull'impronta idrica dei data center, essenziali per lo sviluppo di modelli come ChatGpt e Google Gemini.

L'indagine ha rivelato che la crescente domanda di servizi basati sull'intelligenza artificiale sta innescando un aumento notevole sia del consumo energetico che di quello idrico.

I data center richiedono ingenti quantità di acqua per il raffreddamento delle infrastrutture informatiche. Gli autori dello studio hanno evidenziato che, se non verranno adottate misure di contenimento, il consumo idrico annuale di questi data center, specificamente dedicati all'IA, potrebbe toccare i 6,6 miliardi di metri cubi già entro il 2027, per poi salire fino a 20 miliardi di metri cubi entro il 2030.

Le scoperte chiave della ricerca sull'impatto idrico

Shaolei Ren ha dichiarato che "il consumo di acqua per l'addestramento e l'uso dei modelli di intelligenza artificiale è molto più alto di quanto si pensasse in precedenza". La ricerca ha evidenziato che, per ogni singola sessione di chat con un modello IA, viene impiegata una quantità d'acqua paragonabile a quella necessaria per la produzione di una bottiglia di plastica da mezzo litro.

Questo dato evidenzia l'impatto quotidiano. Gli studiosi hanno enfatizzato l'urgenza di implementare strategie mirate per ridurre il consumo idrico, come sistemi di raffreddamento più efficienti e l'uso di fonti di energia rinnovabile.

Il ruolo cruciale dei data center e le sfide ambientali

I data center sono infrastrutture nevralgiche per il funzionamento e lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale. Ospitano migliaia di server che generano calore, rendendo il raffreddamento costante una necessità. Il massiccio consumo di acqua da parte dei data center è emerso come una delle principali preoccupazioni ambientali legate all'espansione dell'IA. Gli autori dello studio hanno suggerito che maggiore trasparenza sui dati e una regolamentazione più rigorosa del settore potrebbero mitigare l'impatto ambientale complessivo e garantire uno sviluppo più sostenibile.