La Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato, a partire dal 13 luglio 2026, lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Il provvedimento, che esclude solo le aree non soggette alla legge regionale 17/2019, è stato adottato in risposta a un preoccupante aumento dei roghi e a condizioni meteorologiche estremamente favorevoli alla propagazione delle fiamme.
La decisione è maturata a seguito di un'attenta valutazione da parte del Servizio Foreste, in stretta collaborazione con la Protezione Civile e il Corpo Forestale Regionale.
L'obiettivo primario è contenere il rischio e prevenire ulteriori devastazioni in un periodo già critico per la sicurezza ambientale della regione.
Il fine settimana precedente ha visto la distruzione di vaste aree boschive: circa venti ettari sono andati in fumo a Monrupino (Trieste) e altri quarantacinque ettari a Claut (Pordenone). Questi due eventi rappresentano gli incendi più estesi di una serie di roghi che, dalla fine di giugno, stanno interessando con particolare virulenza il Pordenonese e il Carso. Molti di questi focolai, purtroppo, sono stati innescati da fulmini, un fenomeno naturale che in condizioni di siccità diventa particolarmente pericoloso.
Le attuali condizioni climatiche, caratterizzate da alte temperature, vento persistente e una vegetazione fortemente disidratata, rendono le operazioni di spegnimento estremamente complesse e favoriscono una rapidissima diffusione degli incendi, mettendo a dura prova le squadre di intervento.
Misure urgenti: divieti e sanzioni rafforzate
Con l'entrata in vigore del decreto, sono stati introdotti specifici divieti volti a limitare drasticamente le attività a rischio. È ora severamente proibito accendere fuochi di qualsiasi tipo, bruciare residui agricoli e utilizzare fiamme libere o apparecchiature che possano produrre scintille in prossimità di aree boschive o vegetazione secca. Queste misure sono cruciali per ridurre al minimo le cause antropiche degli incendi.
Per coloro che non rispetteranno le nuove disposizioni, le sanzioni previste sono state raddoppiate e possono raggiungere la cifra di duemila euro. Un deterrente significativo per garantire il rispetto delle norme e la salvaguardia del patrimonio boschivo regionale.
Inoltre, il Corpo Forestale Regionale ha intensificato i propri servizi di vigilanza, operando con maggiore frequenza e capillarità su tutto il territorio fino alla revoca dello stato di massima pericolosità.
Contesto normativo e analisi delle condizioni meteo
Il provvedimento di dichiarazione dello stato di massima pericolosità si fonda su una solida base normativa, in particolare sulla legge regionale 7 novembre 2019, n. 17, articolo 11, comma 1, lettera b). L'atto formale è il Decreto n° 37659/GRFVG, emesso l'11 luglio 2026.
L'analisi delle condizioni meteorologiche, condotta dal Servizio Foreste regionale, ha evidenziato un quadro preoccupante: da diverse settimane non si registrano precipitazioni significative e diffuse.
Questa prolungata assenza di piogge, unita a temperature costantemente molto elevate, ha causato una progressiva e allarmante disidratazione della vegetazione, rendendola estremamente infiammabile. La situazione è ulteriormente aggravata dalla presenza di numerosi incendi attivi, molti dei quali di origine naturale, innescati da fulmini, che stanno mettendo a dura prova l'intero sistema integrato regionale e statale deputato allo spegnimento degli incendi. Lo stato di massima pericolosità rimarrà in vigore fino a una nuova determinazione da parte delle autorità competenti, che valuteranno l'evolversi della situazione.