Le ondate di calore estive colpiscono con maggiore intensità i quartieri socialmente ed economicamente svantaggiati di Napoli. È quanto emerge da uno studio approfondito che analizza i dati raccolti tra il 2015 e il 2025, rivelando temperature superficiali medie estive in città intorno ai 41-42 °C. Si registrano differenze significative, superiori ai 7 °C, tra le aree collinari più ricche di vegetazione e le zone urbane a più alta densità edilizia.

L'analisi incrocia questi dati termici con l'indice di disagio socio-economico (IDISE), elaborato da Istat.

È stata riscontrata una netta correlazione: le zone più calde coincidono frequentemente con una maggiore vulnerabilità sociale. L'IDISE, che considera nove indicatori tra cui il reddito da lavoro, l'abbandono scolastico, la presenza di anziani soli e il tasso di occupazione, si attesta in media a 102,2 nelle aree più roventi, contro un valore di 97,9 in quelle più fresche.

Quartieri più esposti al caldo estremo

Sette quartieri si distinguono per l'elevata esposizione al calore, con temperature superficiali pari o superiori a 43 °C e un IDISE di almeno 103: si tratta di Secondigliano, San Pietro a Patierno, San Lorenzo, Scampia, Barra, Miano e Pendino. In queste zone risiedono quasi 200.000 persone che vivono quotidianamente in condizioni di caldo estremo e fragilità socio-economica.

Al contrario, aree come Vomero e Arenella beneficiano di una minore vulnerabilità e di temperature più contenute, grazie all'altitudine, alla migliore qualità edilizia, alla maggiore presenza di verde e a una superiore capacità economica di sostenere i costi dell'aria condizionata.

Un monitoraggio termografico condotto in collaborazione con RSE S.p.A. nel quartiere di San Pietro a Patierno ha evidenziato come il 64% degli spazi pubblici sia direttamente esposto al suolo e privo di adeguata vegetazione. Nel Parco IV Aprile, la pavimentazione ha raggiunto una temperatura massima di 63,9 °C, mentre in via Casoria il picco di temperatura ambientale ha toccato i 36,5 °C. La situazione è aggravata dalla quasi totale assenza di infrastrutture di mitigazione: nove fermate dell’autobus su dieci sono prive di copertura, le fontanelle pubbliche sono solo tre e molte aree verdi risultano in stato di incuria o inaccessibili al pubblico.

Disuguaglianze climatiche e proposte di intervento

Le disuguaglianze climatiche si sommano a quelle sociali e demografiche, acuendo le difficoltà dei residenti nei quartieri più vulnerabili. Mariateresa Imparato, presidente dell'associazione, ha sottolineato l'ingiustizia di questa situazione: "Non è giusto che siano sempre le stesse persone e gli stessi territori a pagare il prezzo più alto della crisi climatica e sociale".

Tra le proposte avanzate per contrastare questa emergenza figurano l'incremento del verde urbano, la riqualificazione energetica degli edifici, il sostegno mirato alle famiglie che non possono permettersi l'aria condizionata, l'adozione della progettazione bioclimatica nelle opere pubbliche, la creazione di corridoi ecologici e la realizzazione di rifugi climatici di comunità.

Viene inoltre sollecitata l'adozione del primo piano sociale climatico regionale. Ulteriori richieste includono l'istituzione di una Strategia di Adattamento Climatico per Napoli, la creazione di un Ufficio Clima comunale e di una consulta del verde, oltre a interventi specifici sull'uso di materiali urbani meno assorbenti il calore e sistemi di risparmio idrico negli edifici di nuova costruzione o ristrutturati.

Il contesto climatico di Napoli

Il contesto climatico cittadino mostra un quadro preoccupante. Nel 2023, la temperatura media a Napoli è stata di 17,8 °C, con un aumento di 1,9 °C rispetto alla media del periodo 1971-2000. Si è registrato un significativo incremento delle notti tropicali, che hanno raggiunto quota 70, con un aumento di 15,2 unità rispetto al periodo 2006-2015.

Tra il 2015 e il 2025, la città ha affrontato 21 eventi meteorologici estremi, causando danni e vittime. È stata inoltre rilevata una differenza termica fino a 5,7 °C tra le aree più urbanizzate e quelle caratterizzate da maggiore vegetazione.