Il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha presentato i risultati di una nuova e approfondita stima sulla popolazione dell'orso bruno marsicano, una sottospecie gravemente minacciata di estinzione. Questa indagine, basata su un esteso campionamento genetico condotto nell’estate del 2025 e finanziata dal PNRR, rappresenta il monitoraggio genetico più ampio e sistematico mai realizzato per questa specie.
Dall’analisi modellistica emerge una stima complessiva di 81 individui, di cui 43 femmine e 38 maschi, con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 esemplari.
L’areale di riferimento copre circa 6.000 chilometri quadrati nell’Appennino centrale, che costituisce l'attuale zona di distribuzione della sottospecie.
I dati confermano che il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la sua Zona Contigua sono l’areale principale della specie. Qui, il numero degli esemplari risulta sostanzialmente stabile o in lieve aumento rispetto alla precedente stima del 2014. Un segnale incoraggiante è la rilevazione di circa 16 orsi nelle aree periferiche, a testimonianza di un processo di espansione territoriale in atto. Per il successo futuro della popolazione e per garantire la connettività tra le aree idonee alla presenza dell’orso, la protezione dei corridoi ecologici è considerata fondamentale.
Dinamiche riproduttive e monitoraggio annuale
Il monitoraggio della popolazione di orso bruno marsicano si avvale anche della conta annuale delle femmine con cuccioli dell’anno (FWC), un'attività coordinata dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nel 2025, questa indagine ha registrato la presenza di 7 femmine accompagnate da almeno 16 cuccioli. Questo dato conferma un andamento riproduttivo positivo e si mantiene in linea con i risultati dell’anno precedente.
Il censimento viene svolto con rigore ogni anno tra luglio e settembre, periodo in cui gli orsi frequentano con maggiore assiduità le aree ricche di risorse alimentari stagionali. Le osservazioni sono meticolosamente effettuate da numerosi operatori dislocati strategicamente sul territorio.
A questo lavoro si affiancano il fototrappolaggio e, quando necessario, le analisi genetiche, strumenti che consentono di aumentare l’affidabilità dei risultati.
Sfide per la conservazione e la sopravvivenza
L’orso bruno marsicano è riconosciuto come una delle sottospecie più rare e minacciate a livello globale. La sopravvivenza dei cuccioli durante il primo anno di vita rappresenta una fase particolarmente critica. La conservazione a lungo termine della popolazione dipende in larga misura dalla capacità di ridurre le cause di mortalità direttamente connesse alle attività umane, quali gli investimenti stradali, gli avvelenamenti e il bracconaggio.
In questo contesto, il monitoraggio annuale delle femmine con cuccioli si rivela uno strumento prezioso.
Esso permette di valutare costantemente l'andamento demografico della popolazione e l'efficacia delle azioni di tutela messe in campo dalle istituzioni e dalle organizzazioni impegnate nella conservazione della specie. Il futuro di questa popolazione unica è intrinsecamente legato alla protezione dei suoi habitat naturali e a una proficua collaborazione tra gli enti gestori, le comunità locali e i cittadini, per promuovere una sempre migliore convivenza tra uomo e fauna selvatica.