Il Comune di Potenza ha introdotto il sistema delle "Zone 30" in numerose aree del suo territorio, un'iniziativa chiave per la mobilità sostenibile. L'obiettivo primario è ridurre l’incidentalità, proteggere gli utenti più vulnerabili (pedoni e ciclisti), incentivare gli spostamenti attivi e migliorare la qualità dello spazio urbano. Questo provvedimento, parte integrante del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, mira a rendere la città più sicura e vivibile.

Le aree individuate per l'applicazione di queste nuove regolamentazioni includono Macchia Romana, Poggio Tre Galli, Verderuolo, San Rocco, Centro Storico, Parco Aurora, Montereale, Rossellino e Bucaletto.

La scelta di queste zone è motivata dalla loro maggiore esposizione al rischio, in particolare nelle vicinanze di scuole, attraversamenti pedonali, aree commerciali e quartieri residenziali. Anche le strade con specifiche caratteristiche geometriche che richiedono una riduzione della velocità per garantire maggiori condizioni di sicurezza sono state incluse.

Interventi previsti e dichiarazioni delle autorità

Per rafforzare la sicurezza stradale, l'Amministrazione comunale prevede l'installazione, nelle aree più sensibili, di diversi dispositivi di moderazione del traffico. Tra questi figurano cuscini berlinesi, attraversamenti pedonali rialzati e bande trasversali di rallentamento. Tali strumenti sono progettati per indurre naturalmente i conducenti a moderare la velocità, contribuendo così a un significativo aumento della sicurezza della circolazione.

Il sindaco Vincenzo Telesca e l'assessore alla Mobilità Francesco Giuzio hanno sottolineato l'importanza dell'iniziativa, affermando che «Le Zone 30 non rappresentano un semplice limite di velocità, ma un diverso modo di concepire lo spazio pubblico, nel quale la sicurezza delle persone diventa la priorità». Hanno inoltre annunciato che «Nei prossimi giorni prenderanno il via le attività di installazione della segnaletica e, successivamente, la realizzazione dei primi interventi di moderazione del traffico».

Contesto nazionale e criteri di applicazione delle Zone 30

Il modello delle Zone 30 trova riscontro in altre realtà urbane italiane, come Genova, dove la giunta comunale ha recentemente approvato un atto di indirizzo per l'istituzione e l'estensione di tali aree, unitamente al potenziamento della sicurezza dei passaggi pedonali.

I criteri adottati per l'individuazione di queste zone includono la presenza di traffico pedonale intenso, attraversamenti non semaforizzati, una morfologia urbana complessa e la presenza di utenze vulnerabili, quali bambini, anziani e persone con disabilità.

Gli interventi previsti in questo contesto mirano a una trasformazione complessiva della viabilità urbana. Essi comprendono l'applicazione del limite di velocità a 30 km/h, la realizzazione di attraversamenti pedonali rialzati e isole spartitraffico. Si aggiungono il miglioramento della segnaletica e l'implementazione di soluzioni di urbanismo tattico, tutte volte a favorire l'accessibilità universale e la sicurezza di tutti gli utenti della strada, promuovendo una convivenza più armoniosa tra veicoli e pedoni.