In un’epoca dove il governo Renzi salva le banche, viene chiesto un ulteriore “sacrificio” ai cittadini italiani perché si sa, la crisi non riguarda tutti, ma solo ed esclusivamente la gente normale, senza privilegi e senza auto blu. E questa volta, a doversi ulteriormente sacrificare, saranno soprattutto gli abitanti dei piccoli comuni, spesso già penalizzati dai pochi servizi presenti, tra i quali in cima alla lista figurano i trasporti e le vie di comunicazione.

Così l'attuale maggioranza si avvia a dare il colpo di grazia, eliminando la guardia medica notturna, un servizio fondamentale per qualunque comunità, di notevole importanza soprattutto nei piccoli centri, considerando l’alto tasso di abitanti con un’età superiore ai 60 anni.

Carlantino, paese di circa 800 persone del Subappennino Dauno, in Puglia, non avrà certo sconti di pena per quello che riguarda questa drastica misura. Lo storico sindaco Vito Guerrera, di nuovo in carica dal 2015, che aveva già combattuto e vinto in passato la lotta per far ottenere al comune di Carlantino la guardia medica (nel 2006) e il 118 (nel 2003), si trova ora a dover fare i conti con l’ennesima beffa da parte del governo. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva.

Il disappunto del sindaco Guerrera

“Il 118 a Carlantino, come in altri centri italiani, è un servizio d’emergenza che dovrebbe essere disponibile per soccorso immediato. Se qualcuno dovesse avere un qualsiasi tipo di problema, non necessariamente grave, il 118 sarebbe l’unico punto di riferimento, il che porterebbe ad un relativo “abuso” di questo servizio, rendendolo non immediatamente disponibile in casi realmente estremi.

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Se consideriamo poi la situazione del 118 di Carlantino, che deve rispondere alle emergenze anche del paese confinante, Celenza Valfortore (e spesso anche di San Marco la Catola), le cose si complicano ulteriormente, rischiando di mettere seriamente a rischio la vita delle persone, soprattutto nei periodi invernali, quando le strade sono impraticabili a causa del ghiaccio”. Queste le amare dichiarazioni del sindaco Guerrera.

Un’altra pesante batosta quindi, dopo l’abolizione delle province, per le piccole realtà come Carlantino, abbandonate dallo Stato e dalle istituzioni e destinate, senza contromisure decise, ad una fine lenta e poco dignitosa. Quando “non è un paese per vecchi” diventa tristemente molto di più che il titolo di un film.