Il Pubblico Ministero di Taranto ha chiesto delle condanne pesantissime per Sabrina e Cosima Misseri: l'ergastolo. Per Michele Misseri, il quale continua a considerarsi colpevole dell'omicidio, è stata chiesta una pena di nove anni di reclusione: per quest'ultimo l'accusa è il reato sulla soppressione del cadavere della nipote, che fu gettata nel pozzo del podere dello zio.
Nel caso sono state imputate altre due persone: Carmine e Cosimo Misseri, rispettivamente nipote e fratello di Michele, per i quali sono stati chiesti otto anni di reclusione, per aver aiutato a nascondere il corpo deceduto della piccola Sarah.
Secondo il PM il delitto di Sarah Scazzi avvenne per uno scatto d'ira e quindi non fu premeditato, ma i Misseri hanno comunque tentato in tutti i modi di salvare se stessi, sviando le indagini.
Sabrina Misseri ascoltando la richiesta della condanna ha pianto, ma il procuratore ha sottolineato che sicuramente anche la piccola Sarah avrà pianto mentre veniva uccisa: fu strangolata tra i tre e i cinque minuti, ma non fu stata data nessuna pietà da parte dei suoi carnefici. Anche la madre della Scazzi ha espresso il suo parere, affermando che chi ha ucciso merita l'ergastolo e chi ha detto tante menzogne è giusto che paghi.
Lunedì 11 marzo 2013 proseguirà il processo e interverranno gli avvocati di parte civile; la sentenza sarebbe prevista intorno alla metà di aprile.