I due marò italiani sottoprocesso in India sono tornati a casa sani e salvi, ma arimetterci ora potrebbe essere l'ambasciatore italiano. Èstato confermato dalle autorità indiane il divieto perl'ambasciatore italiano di lasciare il paese a partire da oggifino alla data del 2 aprile.
Questi infatti aveva ottenuto unpermesso per il rimpatrio per i due marò italiani accusati diomicidio in occasione delle elezioni politiche, su promessa che LaTorre e Girone sarebbero rientrati in India subito dopo, poi lasmentita dalla Farnesina.
La promessa non mantenutaavrebbe fatto indignare l'opinione pubblica scatenatasi sulleprincipali testate indiane additando all'Italia l'accusa dirazzismo.
I due marò sarebbero tornati a casa grazie a una falsapromessa per non essere giudicati da giudici dal colore della pellediverso dal loro secondo l'Hindu Business e il First post.
Ora però a rimetterci potrebbe essereproprio l'ambasciatore Daniele Mancini, l'autore dellapromessa, che per ora vede limitata la sua libertà di movimentoall'India e potrebbe essere costretto a rimanerci a lungo. Sarebbeuna grave violazione del diritto internazionale, ma secondo alcunipotrebbe essere addirittura incarcerato. Secondo HarishSalve, l'avvocato che fino all'11 marzo ha difeso gli interessiitaliani per poi rinunciare, "non potrebbe far valere un' immunitàdiplomatica perché la nostra Costituzione stabilisce che tuttiagiscano in aiuto e secondo gli orientamenti della Corte Suprema".
Peggiorano dunque le relazionidiplomatiche che potrebbero d'ora in poi scendere a un livello piùbasso: i rapportiverrebbero tenuti da incaricatid'affari, dando meno importanza ai colloqui.