Nella giornata di ieri c'è stata una svolta, che potrebbe rivelarsi di notevole importanza, nella ricerca di una soluzione per sbloccare lo stallo politico e istituzionale del nostro paese. Nel tardo pomeriggio si è infatti svolto un confronto, della durata di circa un'ora, tra Silvio Berlusconi e Pierluigi Bersani per cercare di trovare un'unità di intenti in vista delle ormai imminenti votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. La questione ricopre un ruolo fondamentale perché le urne dovranno stabilire chi sarà la personalità che cercherà di far uscire l'Italia dall'impasse che le ultime elezioni politiche hanno creato.
Il summit tra i due esponenti politici è stato coperto dal massimo riserbo tanto che, per tutta la giornata di ieri, si sono accavallate indiscrezioni sull'ora e il luogo dell'incontro. Fin dalla mattinata infatti erano iniziate a circolare voci a riguardo ma i rispettivi schieramenti politici hanno fatto di tutto per garantire la necessaria riservatezza all'evento depistando continuamente i cronisti. Poi verso le 17 Berlusconi è entrato a Montecitorio dove c'è stato l'incontro con il segretario del Partito Democratico.
L'argomento principale della discussione sono state le prossime elezioni per designare la figura che succederà a Giorgio Napolitano nella veste di Presidente della Repubblica.
Sono stati analizzati, in modo particolare, i criteri che dovranno essere soddisfatti dalla figura che rappresenterà l'unità nazionale, escludendo la possibilità di un Capo dello Stato apolitico e di una personalità che sia vista in maniera negativa da una parte significativa del popolo italiano dal momento che il suo ruolo principale sarà proprio quello di simboleggiare l'intera nazione.
Durante il confronto non sono stati fatti i nomi dei possibili candidati perché sono in programma altri incontri che avranno come tema proprio la scelta delle personalità aventi le caratteristiche adatte per svolgere la carica di Presidente della Repubblica. Prima però Bersani ha già in agenda altri appuntamenti con Roberto Maroni in rappresentanza della Lega Nord e con gli esponenti del Movimento a 5 Stelle proprio per cercare di giungere quanto prima ad un'intesa per arrivare a definire una figura che riscuota il consenso più largo possibile.
Bersani e Berlusconi nel loro faccia a faccia non hanno affrontato il tema di un governissimo frutto dell'alleanza tra i due schieramenti politici. L'ipotesi è stata nuovamente scartata dal segretario del Partito Democratico che ha ribadito il suo no ad un governo di larghe intese che però sia privo della solidità necessaria per essere duraturo ed efficace. Insomma non è ancora tempo di un nuovo governo ma sembra che qualche passo per sbloccare la situazione di stallo sia stato effettivamente compiuto.