Il 30 aprile è uscito il libro di Amanda Knox "Waiting to be heard". Quattro milioni di dollari in diritti e contratti stipulati, colpevole o innocente che sia la ragazza, lucrare sulla morte dovrebbe per legge essere impedito a chiunque inclusi parenti e amici. È agghiacciante che una morte da un omicidio porti vantaggi economici a uno dei sospettati.
Per il delitto la Knox ha passato 4 anni in carcere poi rilasciata perché reputata in secondo grado innocente, la Corte di Cassazione ha poi cassato il secondo grado ed adesso si attende il rifacimento del processo dinanzi alla Corte d'assise d'appello di Firenze.
Ma vediamo i fatti del delitto di Perugia. Nella notte del 1° novembre 2007, Meredith Susanna Cara Kercher, studentessa inglese in Italia per il progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, viene uccisa tra le 22.00 e le 24.00 nell'appartamento che divideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane quella notte assenti.
Il ritrovamento del corpo avviene l'indomani mattina, in seguito alla denuncia di un'anziana signora, residente nelle vicinanze, che chiama la polizia, dopo il ritrovamento di due cellulari nella sua proprietà. Dai due cellulari gli agenti della Polizia Postale di Perugia rintracciano Meredith e vanno a casa di lei. All'arrivo nell'abitazione i poliziotti trovano fuori della casa Amanda Knox, americana di Seattle e coinquilina di Meredith, e l'italiano Raffaele Sollecito.
I due hanno una relazione e dichiarano di aspettare i carabinieri che avevano chiamato pensando ad un furto a causa di una finestra rotta e la porta di casa aperta. Affermazioni menzognere per gli investigatori, visto l'arrivo della Polizia Postale alla casa alle ore 12:35 e la telefonata di Sollecito ai Carabinieri solo tra le 12:51 e le 12:54
I poliziotti trovano la stanza da letto di Meredith Kercher chiusa a chiave e decidono di sfondare la porta al loro ingresso trovano uno scenario agghiacciante: numerose macchie di sangue sparse per la camera in disordine e un piede parzialmente coperto che fuoriesce da sotto il piumino.
Nel caso è stato inizialmente accusato da Amanda Knox Patrick Lumumba.
Amanda lavorava nel locale di lui che l'aveva presto licenziata, lui per questa accusa subisce un'ingiusta detenzione di 14 giorni risarcito con 8 000 euro e Amanda condannata perciò per calunnia.
La Knox e Sollecito la sera del fatto avevano appuntamento in piazza con l'ivoriano Rudi Hermann Guede, conoscente della ragazza, i tre più tardi si recano nella casa della studentessa, dove Meredith, dopo una serata con delle amiche era da poco rientrata lasciando la porta della camera socchiusa. Mentre i due fidanzati erano in intimità, Guede uscendo dal bagno sarebbe entrato nella camera della ragazza per tentare un approccio, ma al suo rifiuto, tentò di violentarla e alle grida di lei, Knox e Sollecito si sarebbero uniti a Guede tentando di immobilizzarla con la minaccia di un coltello, l'arma del delitto, con cui secondo l'accusa Amanda avrebbe ucciso Meredith.
I tre imputati dopo aver preso i cellulari poi abbandonati a centinaia di metri dalla scena del delitto scappano, Guede in una discoteca, la Knox e Sollecito a casa di quest'ultimo. Il giorno dopo vanno a cancellare le tracce del delitto e simulano il furto e lo scasso della finestra.
Questo in breve l'accaduto secondo ricostruzioni accusatorie di quella sera. E adesso il libro della "presunta colpevole" arriva nelle librerie degli States.