Cominciano a suonare i primi campanelli d'allarme per Antonio Conte. La parabola discendente della sua Juve, iniziata nel triangolare contro Milan e Sassuolo, e continuata con la sconfitta contro l'Everton, raggiunge forse il punto più basso oggi, dopo la sconfitta contro i Los Angeles Galaxy. Sarà pure la squadra più forte degli Stati Uniti, ma è pur sempre un avversario che i bianconeri dovrebbero far fuori in un sol boccone.

A parziale discolpa del tecnico bianconero va detto che la formazione mandata in campo era decisamente sperimentale.

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In particolare a centrocampo dove centralmente sono stati schierati Asamoah, Marrone e Padoin, mentre sugli esterni hanno agito De Ceglie e Isla. Ma esperimenti ci sono stati anche in difesa dove ai fianchi di Bonucci c'erano Caceres e Ogbonna, mentre in attacco sono stati fatti riposare i nuovi e sono stati provati Quagliarella e Matri.

Insomma, sembrava quasi che Conte stesse mandando in campo tutti i giocatori sul mercato come prova del nove, per vedere chi merita la conferma e chi la cessione.

Sin dalle prime battute si vede che il centrocampo non va proprio. I Galaxy prendono in mano il pallino del gioco e se non fosse che hanno una mira da rivedere, andrebbero in vantaggio sin da subito. Quagliarella e Matri si vede che si trovano bene, ma se non gli arrivano palloni giocabili, possono molto poco. E così tenta e ritenta, alla fine gli americani passano in vantaggio. Azione avvolgente, arriva al tiro un terzino (il che è tutto dire), tale Omar Gonzalez, e Buffon è battuto. I bianconeri reagiscono in fretta e prima Quagliarella si fa vedere in avanti e poi Matri pareggia con un bel tiro piazzato all'angolino.

Nella ripresa Conte rimescola le carte e manda in campo i titolari, speranzoso di poter vincere almeno questa partita.

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E così dentro i vari Pirlo, Vidal, Lichtsteiner, Marchisio, Llorente e Giovinco che viene preferito a Tevez. Con loro in campo c'è più gioco e Pirlo sale subito in cattedra, ma non è abbastanza. Al quarto d'ora della ripresa infatti una dormita generale permette al migliore degli avversari, Landon Donovan, di controllare la palla da solo a centro area e, come in un rigore in movimento, battere Storari.

La Juve spinge e Conte le prova tutte inserendo anche Vucinic per Asamoah, ma la difesa avversaria è molto più attenta di quella bianconera. Llorente viene imbavagliato, Giovinco corre a vuoto, e così le azioni migliori sono ancora americane. Fino all'89' quando Robbie Keane chiude la partita con un tiro dei suoi. È vero che le amichevoli lasciano il tempo che trovano, ma a tre settimane dall'inizio del campionato forse è il caso di vincerne qualcuna.