L'ultima gara del Milan prima della partita che conta, quella dei play-offs, era una di quelle sfide da far paura. Nonostante si trattasse di un'amichevole, era comunque una prova molto complicata visto che contro c'era la migliore squadra degli Stati Uniti, molto più avanti con la preparazione, la quale pochi giorni fa aveva battuto la Juventus. Inoltre i rossoneri dovevano provare la difesa senza diversi titolari, ma evidentemente il trio d'attacco ha costretto gli americani a restare troppo lontani dalla porta di Abbiati per destare preoccupazioni.

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A differenza delle scorse brutte partite infatti, Allegri decide di mettere in soffitta il modulo col trequartista tanto voluto da Berlusconi e rispolvera le tre punte.

E la mossa è azzeccata. Niang ed El Shaarawy lavorano bene sia in fase di appoggio a Balotelli che in quella di aiuto al centrocampo, e con la loro rapidità fanno ammattire la difesa avversaria.

Continuano gli esperimenti in difesa dove questa volta Allegri decide di mandare in campo Zaccardo come terzino destro, insieme a Zapata, Silvestre ed Emanuelson. Poli, Montolivo e Nocerino i tre di centrocampo. La squadra gira a dovere, i Galaxy non sono quasi mai pericolosi fatta eccezione per un'occasione sventata da Zapata nel primo tempo.

Bisogna attendere 17 minuti per vedere il primo gol. Palla recuperata dal centrocampo rossonero grazie ad un disimpegno un po' allegro della difesa californiana e palla consegnata tra i saggi piedi di Balotelli che controlla, si gira ed insacca con un destro preciso all'angolino.

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Venti minuti più tardi trova gloria anche Niang che con una serie di finte disorienta l'avversario e da fuori area azzecca un sinistro sull'angolo opposto che vale il 2-0. Le sostituzioni della ripresa fanno perdere ritmo al gioco e la gara finisce così. Il Milan arriva terzo nella Guinness Champions Cup, ma ciò che conta è che ora può affrontare più serenamente i play-offs di Champions League.