C'era una volta la Serie A, il campionato più bello e difficile al mondo; tutti i grandi giocatori volevano venire in Italia, vestire le maglie di Juventus, Milan o Inter, vincere gli scudetti o chiudere la propria carriera nel bel paese.



La crisi finanziaria e tecnica che ha colpito l'universo calcio qualche anno fa ha però contribuito a ridisegnare completamente la mappa geopolitica del calcio che conta, con l'Italia scivolata al quarto posto dietro alle scintillanti e principesche squadre di Inghilterra, Spagna e Germania; i grandi nomi hanno iniziato ad emigrare e il nostro calcio si è trovata costretta ad affrontare un'emorragia in termini di lustro ed importanza senza precedenti.

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In principio fu Ronaldo, che dopo essere stato aspettato quasi 5 anni dall'Inter andò a giocare nel Real Madrid, poi Zidane (approdato allo stesso Real dalla Juventus per l'allora cifra record di 150 miliardi), Kakà (passato dal Milan sempre alla corte di Florentino Perez) e Aguero  (ad un passo dalla Juventus andò poi al Manchester City), passando per Sanchez (dall'Udinese al Barcellona) e Balotelli (dall'Inter al Manchester City, poi rientrato in Italia al Milan): tutti i grandi campioni hanno iniziato a cambiare aria, attratti dai fantamiliardi di sceicchi e grandi imprenditori che nel frattempo acquistavano Paris St.Germain, Manchester City e Liverpool.





Le squadre italiane hanno così continuato a perdere importanza e forza tecnica, con la Germania che al culmine di un lungo inseguimento ha scavalcato la stessa Italia nel ranking Uefa aggiudicandosi il privilegio di portare quattro formazioni nazionali nel massimo torneo per club (la Champions League).



Tutto vero sino ad oggi, a questo giugno, quando le cose hanno preso la direzione opposta; a 28 anni e con una media goal spaventosa alle spalle, Mario Gomez (neocampione d'Europa col Bayern di Monaco) ha lasciato la Germania per trasferirsi a Firenze, Fernando Llorente conteso da Barcellona e Totthenam ha firmato per la Juventus, l'apache Carlos Tevez (in odore di Real madrid) ha seguito lo spagnolo all'ombra della Mole, Gonzalo Higuain ha lasciato la corte di sua maestà Perez per andare a giocare al San Paolo con indosso la casacca azzurra del Napoli; i grandi hanno deciso di tornare in Italia, con buona pace di sceicchi e miliardari che con i soldi vincono le Coppe ma non possono comprare la storia.

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Un mix di tecnica, velocità, forza fisica e classe tornerà così ad irrorare i campi di tutta Italia come mai negli ultimi anni. C'era una volta la Serie A, quella del bel gioco e dei grandi campioni. Adesso, pare sia ritornata.