Dopo mesi di febbrili trattative e continui rinvii, sembra essere davvero giunto il momento decisivo per la definizione del passaggio delle quote di maggioranza dell'Inter da Massimo Moratti a Erik Thohir.

Un progetto che ormai non cela alcun incognita su ciò che potrà accadere in casa nerazzurra, e che si differenzia sicuramente da quello dei vari sceicchi che spendono e spandono senza soluzione di continuità in giro per l'Europa; ma che invece vedrà al suo interno una progettualità ed una scelta di marketing improntata allo sviluppo economico di un potenziale appeal sin qui espresso solo in parte.

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I motivi dei continui rinvii che hanno rallentato il closing di una trattativa che comunque ormai appare imminente sono sostanzialmente due. La prima e più importante è la chiusura dell'accordo tra Inter e Nike.

Lo sponsor tecnico è sicuramente parte principale dello sviluppo economico e del marchio della società a livello internazionale, è evidente che i nuovi proprietari avessero voluto partecipare attivamente a questa trattativa così importante per il futuro della società, tuttavia la forte volontà di chiudere potrebbe far superiore questa semplice questione formale.

Secondo aspetto non meno importante, riguarda lo scetticismo di Moratti di fronte al ruolo di parziale coinvolgimento del padre di Thohir Teddy. Il proprietario di Astra International è infatti sempre stato di fondamentale importanza in qualsiasi altra operazione che abbia coinvolto le sue società o quelle del figlio, compreso l'acquisto delle quote del DC United, risulta difficile capire perché in chiave Inter non abbia avuto lo stesso coinvolgimento.

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Tuttavia nel summit di Londra si sta discutendo anche e soprattutto di questo. Appianate le divergenze, è tempo della tanto attesa fumata bianca.