Dopo una lunga e impegnativa maratona mattutina da parte di Marotta e Paratici per la Juventus e di Fassone e Dozzini per l'Inter, per definire i dettagli dello scambio con i procuratori dei due giocatori, a cose praticamente fatte, quando i due delegati bianconeri erano già partiti per Roma, per assistere al quarto di finale della Coppa Italia Trofeo TIM, arriva lo stop alla trattativa.

Le pressioni sempre più decise e insistenti dei tifosi, che non gradiscono lo scambio e l'ostacolo del conguaglio a favore dei nerazzurri, non del tutto superato, finiscono per far arenare una trattativa di fatto già conclusa.

Il Presidente Thohir, dall'Indonesia, dopo essersi consultato con il Presidente onorario Massimo Moratti, alle ore 16.49, impone lo stop all'affare.

Il direttore generale dell'Inter Marco Fassone telefona all'amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta, per annunciargli che i nerazzurri hanno deciso di rifiutare lo scambio alla pari, perché c'è il "no" del Presidente Thohir all'operazione.

Ma ci sono complicazioni in questa trattativa-telenovela, create dai due giocatori e l'ultima parola non è ancora scritta.

Vucinic, dopo aver espletato tutte le visite mediche e definito tutti i dettagli del suo passaggio con i rappresentanti della società nerazzurra, se ne ritorna a Torino, in attesa degli sviluppi dell'affare, mentre il centrocampista colombiano, che molto gradiva il passaggio alla Juventus, picchia i pugni e minaccia di non presentarsi più agli allenamenti della squadra. E avrebbe già messo al corrente Massimo Moratti delle sue intenzioni.

Più tardi la società nerazzurra rilascia una nota ufficiale: "Non ci sono le condizioni tecniche ed economiche, per il raggiungimento dell'accordo".

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E il direttore generale Fassone, a sua volta, dichiara: "Decisione presa per questioni tecniche, economiche e ambientali". Non rimane che attendere eventuali ulteriori sviluppi, ammesso e non concesso che ce ne siano.

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