La Roma sta vivendo una grandissima stagione, nonostante lo strapotere della Juventus ne stia in parte oscurando il "miracolo" sportivo. Il secondo posto in classifica rappresenta ad oggi il miglior risultato degli ultimi anni, un risultato inimmaginabile solo sette mesi fa e che se confermato permetterebbe alla squadra capitolina di tornare a calcare i campi dell'olimpo del calcio, la Champions League.
Rudi Garcia è sicuramente l'artefice di questo risultato sportivo, supportato dalla nuova dirigenza che ha con esperienza capito dai suoi errori commessi nelle precedenti gestioni ma forse è anche un po' figlia del lavoro di Luis Enrique e di Zdenek Zeman che a loro modo hanno lasciato un'"eredità" ai giallorossi.
In comune denominatore è da sempre stato il sistema di gioco 4-3-3, anche se analizzando il sistema di gioco adottato nelle ultime stagioni, quello dell'attuale tecnico del Celta Vigo Luis Enrique (allenatore nella stagione 2001/12) era basato sul controllo palla e sul "dominio" della partita in tutto e per tutto. Un progetto di gioco ambizioso, soprattutto da affrontare con la rivoluzione della rosa avvenuta in estate.
Ne viene fuori un 7° posto in classifica ed una precoce eliminazione nei preliminari di Europa League. Così dopo l'ultima giornata di campionato Luis Enrique decide di abdicare, e di non portare avanti la sua rivoluzionaria creatura. In estate con grande entusiasmo del popolo romanista ritorna Zeman, il tecnico boemo è per i tifosi della Roma un "maestro di vita" ancor prima che un allenatore di calcio e viene accolto con profondo entusiasmo.
Negli anni il boemo ha collezionato roboanti successi professionali con delle cenerentole del calcio alternati a pesanti cadute sportive.
Il suo modulo di gioco è molto più verticale, estremizzato in una ricerca spietata di un gioco belle ed estremamente offensivo, anche lui non ottiene grandissimi risultati (anche se mostra a tratti un gioco incantevole) e viene "scartato" a metà stagione dopo una pesante sconfitta con il Cagliari. In estate arriva Rudi Garcia il suo 4-3-3 è invece un perfetto mix fra questi fattori, fatto di equilibrio e solidità difensiva, ma anche di imprevedibilità e cinismo offensivo. Un perfetto mix raggiunto per il grande merito del tecnico e del suo acume ma anche di indovinate intuizioni di mercato, di una rosa giovane ed esperta al punto giusto, anche se forse un po' ristretta.
Il difficile verrà il prossimo anno quando i capitolini, se confermeranno l'attuale posizione in campionato, saranno chiamati a migliorarsi in campionato ed in Europa. Ai posteri l'ardua sentenza.