La partita di ieri sera dell'Italia ha messo in evidenza alcuni limiti importanti della squadra che, a pochi mesi dall'inizio di un fondamentale appuntamento come i Mondiali, lascia perplessi e intimoriti. La parole di Cesare Prandelli nell'intervista di fine gara hanno confermato una sensazione che non lascia presagire ottimismo.

Il dato che desta maggior preoccupazione è l'affiatamento del gruppo, una formazione che è apparsa lenta nel gioco, con poche idee in fase di costruzione e una minima cooperazione tra i reparti.

Le maggiori responsabilità vanno cercate a centrocampo, non all'altezza della situazione sia in fase di possesso palla che di copertura. Il pressing è risultato assente e con una formazione come la Spagna, abituata a giocare tenendo palla accelerando improvvisamente i ritmi, è un comportamento che sa di autolesionismo. Fortuna che anche la nazionale spagnola non si è presentata in una delle sue serate migliori, altrimenti il risultato sarebbe potuto essere ben più pesante come accadde nella finale degli ultimi campionati europei.

La sensazione è che una vera e propria formazione titolare non ci sia, che manchi una struttura insostituibile di nomi capaci di trasmettere fiducia. Quella di ieri sera sarebbe dovuta essere una prova di forza e di capacità organizzativa, invece si è dimostrata un esperimento incerto, un insieme di tentativi quasi disperati.

Uno dei migliori in campo è stato l'esordiente Paletta, ma è questa una notizia che ci può trasmettere tranquillità? Fosse stata una pregevole prestazione in aggiunta ad una coralità organizzata, definita, con compiti precisi e ben svolti, allora sì che il tutto avrebbe dato quella certezza che avremmo voluto vedere, ma collocata in un contesto di smarrimento appare come un lumino in una notte oscura.

Anche Cerci si è comportato discretamente bene, in alcune occasioni è però risultata la mancanza di intesa con il gruppo, la dò a te la palla o la tengo io?

Si può anche perdere un'amichevole, con la Spagna poi non farebbe tanto novità la sconfitta quanto la capacità di uscire dal campo a testa alta sapendo di aver giocato bene, con impegno, con lucidità, tutte componenti immancabili in una squadra competitiva e che nell'Italia di ieri sera non si sono viste e che quindi lasciano noi tifosi della nazionale in una situazione di dubbio e scetticismo.

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