Ogni giorno accediamo ad Internet e partecipiamo attivamente alla vita del web, digitiamo parole chiave effettuando ricerche, siamo iscritti a social network e ne assaporiamo la bellezza rendendoci entusiasti in questa nuova forma di comunicazione. L'epoca del click, del "pensato e del subito comunicato", del condiviso, dell'averlo voluto dire per far sapere di noi e del nostro personale mondo.

L'altra sera ci siamo trovati a confrontarci su questa nuova tecnologia, entrata così in fretta a far parte delle nostre vite, ed è stato come sentirsi conosciuti da un'entità, un qualcosa di astratto che sta all'esterno di noi in un punto imprecisato e che ci conosce nel nostro modo di essere.

La realtà di Internet, che ci mette a nostro agio, e si rivolge a noi in modo diretto proponendoci ciò che maggiormente desideriamo.

Chi è che ci conosce? Può essere Google, può essere Yahoo!, fedeli motori di ricerca, può essere Facebook, che ci mette a stretto contatto con le persone a noi più vicine, può essere l'insieme di tutti i servizi che il web viene a rappresentare in qualità di "individuo". A tal proposito diventa inevitabile andarne a rilevare la reale presenza anche all'interno della cinematografia e la trilogia di Matrix ci sembra il più vicino degli esempi.

Una grande rete mondiale, un elevato numero di server, memorie di informazioni dalle grandi potenzialità, e poi lo sviluppo dei software, vera capacità intelligente del meccanismo di tabulazione, energia logica in grado di svolgere funzioni, di elaborare, spostando e concludendo in una risultante definitiva.

Sanno di noi. Forse ancora meglio mettendolo al singolare: sa di noi. Internet. Il mondo virtuale ci conosce in tutto ciò che abbiamo voluto dirgli.

Non una persona fisica, che potrebbe metterci in soggezione, ma un'esistenza inconsapevole del suo ruolo, come se fosse lì a nostra completa disposizione. Bene, ben venga, anche in funzione di un progetto all'avanguardia come potrebbe essere la possibilità di generare un sistema perfetto di descrizione del reale, che sarebbe in altri termini la capacità di disporre di tutta l'informazione necessaria per riuscire nella previsione degli eventi futuri.

L'altra sera siamo giunti alla conclusione che quanto supposto possa già essere esistente, come progetto di ricerca, come investimento da parte di una grande multinazionale in un nuovo modo di modernità del business. A noi piacerebbe e questo è quanto bastò per metterci a letto contenti di sognare un mondo sempre più in digitale.

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