La Uefa aveva promesso una rivoluzione, e rivoluzione sarà. A partire dalla stagione 2018/2019, subito dopo il Mondiale, verrà avverato il sogno di Michel Platini, ovvero realizzare una sorta di campionato europeo itinerante. Si chiamerà Nations League e prevederà una formula in stile campionato, nella quale non saranno i club a giocare, ma le squadre nazionali.

Non ci saranno qualificazioni, ma tutte le nazionali europee parteciperanno al torneo. Per evitare che duri un'infinità di partite, il torneo vedrà la suddivisione in gironi capeggiati da sette teste di serie (Germania, Spagna, Italia, Francia, Inghilterra, Olanda e Portogallo) e le partite si disputeranno con andata e ritorno, come per le qualificazioni ai Mondiali.

Il torneo avrà durata biennale e, alla fine dei due anni, negli anni dispari cioè, verranno effettuate delle specie di play-offs in campo neutro tra le migliori quattro per stabilire poi il vincitore. Per rendere più appetibile la competizione si sta pensando ad un sistema di qualificazione automatica all'Europeo successivo per chi vince il torneo, e forse anche per chi arriva ai play-offs.

La Nations League non sostituirà né i campionati Europei, che in questo caso sarebbero paragonabili ad una coppa nazionale come la Coppa Italia, né al Mondiale, come se fosse la Champions League. Semplicemente verrebbero meno quelle partite amichevoli che lasciano il tempo che trovano, spesso snobbate dai club e dai giocatori stessi, e che vedono in campo formazioni improponibili e portano via solo energie senza fruttare movimenti di denaro importanti.



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