Il calcio di rigore fallito da Alessio Cerci in Fiorentina-Torino, combinato alle reti di Amauri al Livorno, aveva fatto scattare la festa in casa Parma per un ritorno sorprendente e quanto mai meritato in Europa League. Ma la festa è durata poco e le lacrime di gioia e commozione presto si sono tramutate in lacrime di rabbia e disperazione. Il club ducale, infatti, si è visto bocciare il ricorso dall'Alta Corte del Coni, che così ha confermato il ritiro della licenza Uefa stabilito dalle commissioni di 1° e 2° grado.
Una doccia gelata per il Parma e per tutta la città emiliana: la partecipazione alla prossima Europa League, guadagnata sul campo dai ragazzi di Donadoni, è stata negata a causa di alcuni ritardi nel versamento del pagamento Irpef ad alcuni tesserati della società. Il club gialloblu sperava molto nell'Alta Corte del Coni che, presieduta dall'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, non ha fatto altro che confermare le sentenze emesse nei giudizi precedenti.
Ora il Parma potrà rivolgersi al Tas di Losanna per far valere le sue ragioni. Attualmente, e in attesa del prossimo ricorso, in Europa League figura il Torino di Alessio Cerci che aveva sbagliato proprio quel rigore che tanto aveva fatto esultare il popolo gialloblu. Vedremo quali saranno le reazioni del presidente del Parma, Tommaso Ghirardi, il quale nei giorni scorsi aveva minacciato anche di lasciare il calcio, qualora fosse stato impedito alla sua squadra di giocare in Europa per un ritardo inerente alcuni pagamenti Irpef. Sicuramente, un'esclusione dall'Europa League comporterebbe un forte ridimensionamento nelle strategie di mercato e nelle prospettive del club e della squadra.