La sfortuna dello spot della Nike, della quale vi abbiamo parlato in un articolo precedente, continua a mietere vittime. Come accennavamo in quella sede, a salvarsi tra i protagonisti sono stati solo David Luiz e Neymar. Ma almeno fino a ieri sera. Se infatti il primo è stato autore di un'ottima prestazione e del raddoppio carioca con una splendida punizione, che in parte giustificano la cifra folle spesa dal Paris St Germain per assicurarsi le sue prestazioni (ben 60 milioni di euro!), il secondo è stato vittima di un grave infortunio che gli costerà il resto del Mondiale per la frattura di una vertebra.

E ovviamente il day-after per l'autore del fallaccio, Juan Camilo Zuniga, terzino colombiano del Napoli, è costellato di dure accuse, da più fronti, che abbiamo raccolto di seguito.

I giornali brasiliani hanno ribattezzato oggi il terzino colombiano senza mezzi termini "Il macellaio", mentre le tv hanno alternato per tutta la notte le immagini dell'ospedale di Fortaleza a quelle dell'albergo dove sta la Colombia: per tracciare una rotta impietosa tra Zuniga e la barella.

Ci va duro anche il medico della federazione brasiliana, affermando che Zuniga poteva perfino paralizzarlo, mentre il padre del talento brasiliano pensa che senza il figlio «Per il Brasile il Mondiale è finito».

Intervistato dalla Bbc, il "nostro" Fabio Cannavaro, sospetta che non ci fosse la volontà di ferirlo in quel modo, ma quanto meno di farlo uscire dalla partita sì.

Proclama la propria vergogna il procuratore di un compagno di club di Zuniga, ma brasiliano, il difensore Henrique, ieri entrato nella ripresa. Si chiede: "La Fifa farà qualcosa per punire in modo esemplare il giocatore che ha causato questo? Che schifo", poi i seguenti hashtag: "Fifa vergogna, forza Neymar, indignato, più di una semplice entrata, vergogna".

E colui che in questo momento viene considerato un killer, Juan Camilo Zuniga appunto, cosa dice? Ovviamente si difende, parlando di involontarietà e che cercava solo di fermarlo. Ma la colpa è solo sua? O forse anche di un arbitro permissivo, che per tutto il primo tempo e prima parte del secondo non ha mai estratto un cartellino benché le circostanze sovente lo richiedessero?

Forse anche egli, col suo atteggiamento, ha alzato i toni della gara e la consistenza degli scontri. Senza ovviamente voler giustificare in alcun modo Zuniga.

Facciamo comunque un sentito "in bocca al lupo" a Neymar.

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