Il Cagliari perde la seconda partita in casa: dopo la sconfitta contro l'Atalanta, arriva quella con il Torino dell'ex Giampiero Ventura, per 1-2, risultato probabilmente giusto, ma il Cagliari può recriminare su un arbitraggio, a dir poco, discutibile. Cagliari subito avanti dopo 11 minuti con Cossu lesto ad infilare Padelli dal limite sinistro dell'area granata; pareggio di Glik su calcio d'angolo e secondo gol dopo pochi minuti di Quagliarella, dopo un bello schema su calcio piazzato. Difesa rossoblù non esente da colpe, con dormita generale. Il primo tempo scorre via tra sbadigli e pochissimo gioco, anzi la partita per lunghi tratti la fa il Torino; nella ripresa il Cagliari entra con un piglio diverso, prova a mettere in difficoltà il Torino, a tratti ci riesce, ma davanti i tre attaccanti Cossu, ma soprattutto Ibarbo e Sau sono abulici ed evanescenti, riuscendo a creare poche palle gol.

In alcuni casi segnaliamo anche decisioni arbitrali molto discutibili: in due occasioni si è gridato al penalty, e probabilmente uno sarebbe stato sacrosanto.

Manovra cagliaritana lenta e prevedibile, nulla di quello che aveva promesso l'allenatore boemo, accolto in Sardegna come un totem, ma che ha sempre suscitato in diversi tifosi dubbi amletici, circa il gioco ed i risultati raggiunti con le diverse compagini di serie A, finora guidate.  Il boemo a fine partita ha criticato l'atteggiamento dei suoi ragazzi nella prima frazione di gioco, vedendo dei progressi nella seconda, nonostante abbia detto che c'è troppa lentezza di pensiero; secondo Zeman si pensa troppo a ciò che si deve fare, rendendo la manovra farraginosa.

I ragazzi, sempre secondo il mister, devono ancora ben apprendere il nuovo metodo di gioco, ma stanno lavorando e portandosi sulla buona strada; la società intanto, come insegna la buona gestione, fa quadrato intorno al tecnico, scelto per valorizzare i prodotti del vivaio italiano.

Giulini e Filucchi, presidente e vice, difendono il progetto Zeman, senza se e senza ma; i due dirigenti attendono i risultati, convinti che presto arriveranno, certi della bontà della loro scelta.

Fuori dallo stadio, i tifosi invece si dividono, la curva nord inneggia alla squadra, mentre gli altri criticano il boemo, un gioco inesistente e iniziano a fare nomi di possibili sostituti: il più gettonato è Reja, mai dimenticato ed amato dal pubblico. Visto che anche il goriziano non ha mai nascosto il suo amore per la Sardegna.

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