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Domani in campo la Juventus alle 20.45 - a Torino contro il Malmoe - e poi mercoledì ancora la Roma - che dovrà tenere testa ai russi del CSKA, all'Olimpico - e le due italiane, scese in campo sabato sera per il turno di campionato, hanno una grossa responsabilità. Grande responsabilità. Infatti spesso ci dimentichiamo quanto sia importante sostenere le italiane nelle competizioni europee. Ma perché? In fondo è tipico, specie durante il campionato, sorridere delle disgrazie altrui, per un rigore assegnato - che magari non c'era - o per una sconfitta inaspettata, colorando con goliardici sfottò quelle che sono le "pene d'amore" dell'amico - o del collega - "sconfitto sul campo".

Questo è il bello del calcio, direte. E io posso anche essere d'accordo ( lo sono n.d.r ), ma su quello che dobbiamo fare - noi tifosi italiani - quando vediamo scendere in campo un'italiana durante una competizione  europea dovremmo fare prima una breve riflessione. Tutti abbiamo sentito parlare - almeno una volta, chi più chi meno - del ranking UEFA. In breve è la classifica delle nazioni - sulla base di coefficienti calcolati con riferimento ai risultati conseguiti dalle rappresentanti nelle ultime 5 stagioni - ammesse alle competizioni europee (Champions League ed Europa League ) e che ha come scopo quello di determinare il numero di posti destinati ai rappresentanti "club" - delle nazioni stesse - ovviamente in relazione alla posizione occupata in questa classifica. E' quindi molto importante che, a prescindere dal "ranking club" - utili in fase di sorteggio, e calcolati in riferimento solo ai risultati del club stesso - l'Italia difenda la sua posizione nel ranking per nazioni, così da garantire un maggior numero di posti disponibili nelle edizioni successive.

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L'Italia - presente in classifica da ben 26 anni, la più longeva insieme con la Spagna - che ha appena ceduto il suo posto alla Germania - perdendo così il diritto di partecipare con 3 club alla Champions League (più 1, che però deve affrontare preliminari per ottenere la qualificazione) - rischia infatti, secondo una proiezione elaborata escludendo i risultati della stagione 2009-2010, di cedere il posto anche al Portogallo. Nel caso in cui questo scenario dovesse concretizzarsi, l'Italia - che comunque vedrebbe invariato il numero di club ammessi alla Champions League - perderebbe un posto garantito in Europa League - potendo così presentare sempre 3 squadre, ma delle quali solo 1 con il posto garantito nella competizione e le altre 2 rimesse all'alea delle qualificazioni. 

La grande responsabilità di chi partecipa alle competizioni europee - e qui arriviamo al punto - è quindi da considerare non solo con riferimento ai tifosi delle singole squadre, ma nei confronti di tutti i tifosi italiani che sono da queste squadre rappresentati ma anche che - da un punto di vista egoistico - in queste squadre dovrebbero riporre la fiducia e - conseguentemente - dare quel "supporto esterno" con il fine di aumentare la pressione di questa responsabilità alla luce dell'importanza degli interessi in gioco. E questo (non) è solo un gioco .