Tanti che seguono il calcio si saranno meravigliati nell'aver constatato che, nell'anno solare in corso, non si era ancora parlato di Calcioscommesse. In genere il bubbone scoppia tra la fine di un campionato e l'inizio di un altro, forse per non creare tensioni nel torneo in corso. Il tutto per la gioia dei giornalisti che si occupano di calcio che in quel periodo, a parte lo sparare bombe di mercato il più delle volte poi rivelatesi delle bolle di sapone, non sanno di cosa scrivere.

Per loro deve essere stata dura la scorsa estate, dato che il mercato in Serie A si è mosso poco (per l'ormai nota crisi finanziaria dei club italiani) e il mancato sollevamento di casi di sospette combine. Ma potranno rifarsi da oggi.

Infatti è tornato l'incubo Calcioscommesse, che peraltro sta investendo una squadra di Serie A - il Sassuolo del Presidente di Confindustria Sergio Squinzi - ma anche alcuni personaggi di rilievo: Stefano Mauri (da poco uscito pulito dopo diversi mesi da incubo) e, soprattutto, il CT della Nazionale Antonio Conte.

I fatti risalirebbero al 2007. A numerose persone sotto inchiesta sono stati sequestrati computer, cellulari e tablet. Il procuratore del tribunale di Cremona, Roberto De Martino, ha ordinato la ricerca di diciannove parole chiave in questi apparecchi: "abbraccio, assegni, beppe, bolognesi, cambiale, cervia, civ, garanzia, gol-gol, handicap, makelele, over, ovetto, pareggio, under, uovo grande, uovo piccolo, vittoria, zingari-zingaro".

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Juventus S.S. Lazio

Le parole sono state puntualmente trovate negli apparecchi di ventisette indagati.

Ma veniamo al caso Conte e Mauri. Del primo pure è stato sequestrato il pc, ma dopo aver trascritto i dati, gli inquirenti hanno notato che la copia forense relativa alle analisi sul pc dell'ex allenatore della Juventus è risultata illeggibile e non potrà essere utilizzata. Il fatto ha suscitato qualche perplessità da parte degli avvocati delle altre persone indagate.

Simile la situazione per Luca Burini: le conversazioni trovate sul suo pc sono risultate indecifrabili, persino dal traduttore di Google. Caso diverso per Stefano Mauri: quest'ultimo non ha voluto fornire il codice pin della propria sim del cellulare, e così non si è potuto procedere con le analisi. Stesso dicasi di Ivan Tischi e Mauro Bressan.

Casi strani, che gettano volontariamente o involontariamente, ombre sulla posizione di questi due personaggi, non di scarso rilievo nel calcio italiano visto che uno è l'attuale CT della Nazionale ed ex allenatore tre volte scudettato della Juventus.

Il secondo è stato capitano di una squadra importante come la Lazio. Il tutto aspettando l'importante udienza del prossimo ventinove ottobre, che ci dirà qualcosa di più.

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