A tre anni di distanza da quella frase che aveva spaventato i suoi fan, i tifosi del Milan e quanti amano le sue prodezze - "Il calcio mi ha stufato" - Zlatan Ibrahimovic, oggi al Paris Saint German per il secondo anno consecutivo, lascia di nuovo tutti a bocca aperta e in un'intervista al Guardian riparla di pensare al ritiro. Compiuti 33 anni quattro giorni fa, Ibra ha fatto anche un bilancio della propria carriera: il difficile inizio per via delle sue origini, i successi, la Serie A e Mourinho. Partiamo dal piatto più succulento, quello relativo al possibile ritiro. Il motivo? La famiglia, alla quale Zlatan, autentico giramondo del calcio, non ha dedicato il tempo che avrebbe voluto: "Sono impaziente.

Quando si gioca a calcio, si passa molto tempo negli alberghi e mancano molte cose. Il mio figlio maggiore ha otto anni, l'altro ne ha sei. Ma è come se non avessi vissuto tutti i giorni della loro vita. Voglio essere un buon padre di famiglia e voglio fermarmi quando sarò al top". Dunque, il ritiro diventa un'ipotesi non solo percorribile, ma quasi auspicabile. Certo, il calciatore svedese ha vinto tanto ma nella sua bacheca ci sono grandi assenti, quali il Pallone d'oro (ha vinto solo la versione svedese, malgrado svariate prodezze in giro per l'Europa) e una Champions League; che comunque spera di vincere quest'anno nelle fila del Psg. Anche con la Nazionale gli è andata male, non riuscendo mai a disputare le fasi finali del Mondiale. Nell'ultima competizione, ha perso lo spareggio contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo.

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Poi parla delle origini e dell'arrivo difficile a Malmoe, quando nessuno credeva in lui visto che proveniva da un borgo difficile quale Rosengard. Ma per fortuna i suoi sogni si sono realizzati grazie alle magie sul campo. Ammette che il campionato di Serie A italiano è il più difficile di tutti, ma ricorda con maggiore affetto i due anni nel Barcellona; dove ci si divertiva, c'era umiltà ma anche disciplina. Infine, parla di Mourinho, l'allenatore col quale ha avuto il feeling maggiore e ha i più bei ricordi. Del resto poco dopo aver lasciato l'Inter di lui disse: "Per lui avrei ucciso". Più chiaro di così. Vedremo se Zlatan si ritirerà davvero oppure farà come tre anni fa, ripensandoci ancora. Il calcio in generale lo ringrazierebbe.