Il peso di dover necessariamente raggiungere il terzo posto, la pressante responsabilità di dover necessariamente fare punti, il peso di dover fare un tipo di gioco finalizzato a scalare la classifica, sono questi i fardelli che la Fiorentina si porta sulle spalle, secondo le parole di Vincenzo Montella. Cosa succede a Cuadrado, Ilicic, Borja Valero? Semplice, risponde il tecnico dei viola, a loro manca la spensieratezza dell'anno scorso, quando qualsiasi piazzamento tra i primi sei posti sarebbe stato visto come un ottimo traguardo. Non ha tutti i torti, se vogliamo. In effetti Cuadrado, Ilicic, Vargas, Borja Valero, sono tutti giocatori di estro e come tali, per essere esaltati, hanno bisogno di libertà, di poter fare quello che vogliono, di non pensare che ogni pallone perso in un dribbling sia un passo in più verso l'esclusione dalla Champions.

Cuadrado l'anno scorso se si fosse trovato al limite dell'aria avrebbe tentato un tiro a effetto sul secondo palo o un pallonetto al portiere o addirittura un ulteriore dribbling, mentre adesso cerca spasmodicamente Gomez, cerca necessariamente di finalizzare: il suo estro si è sacrificato ad un obiettivo. E cosi tutta la squadra che, in quanto a fantasia e tecnica dei giocatori, potrebbe essere tranquillamente annoverata tra le prime quattro in Italia. Vincenzo Montella lo ha capito e in un'intervista rilasciata subito dopo la sconfitta contro il Napoli ha dichiarato che "la Fiorentina deve giocare per divertirsi e divertire, siamo stati costruiti per questo e non per puntare necessariamente alla Champions League".

Nel frattempo, però, arrivano i primi fischi della stagione e della sua esperienza da quando è a Firenze.

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Eppure la sua squadra non ha per nulla giocato male contro i partenopei. Se analizziamo il possesso palle e le occasioni create, la mole di gioco prodotta, potremmo senz'altro affermare che la sua squadra avrebbe meritato il pareggio, anche solo per quella traversa di Mario Gomez all'ottantesimo. Adesso ci sarà una pausa: Montella potrà rincuorare i suoi giocatori e provare a riportare quella spensieratezza necessaria a far fiorire l'estro dei suoi giocatori. Ma ad aspettarlo ci sarà il Verona, tra le proprie mura. Avversario difficile. I veneti hanno pareggiato due a due contro un'Inter che, nonostante abbia giocato in dieci per più di quaranta minuti, ha conservato il vantaggio sul possesso palla ed è stata raggiunta solo sul finale. Ma Verona è un campo difficile e sarà una prova importante per Montella.