L'allarme sciopero con conseguente stop a partire dall'11^ giornata del campionato di calcio di Serie A, ma non solo, è tutto da valutare, per adesso c'è solo una minaccia da parte dell'Aia di fermare i campionati a tutti i livelli. Il capo dell'associazione arbitri Marcello Nicchi, ha dichiarato che se non si mette un freno ai frequenti e reiterati insulti e alle molteplici minacce per non parlare anche di aggressioni (e qui ci si riferisce alle serie minori e ai campionati locali) nei confronti di arbitri e guardalinee, l'eventualità di uno sciopero anche prolungato nel caso che la Federcalcio non provvedesse in maniera decisa, non è da escludere.

Gli sportivi e tifosi che hanno appreso la notizia sono già preoccupati e in fermento. Se giovedì 20 novembre 2014 il Consiglio Federale non restituisse una risposta soddisfacente, allora lo sciopero degli arbitri provocherà il blocco di tutti i campionati di calcio. Ricordiamo che dopo la sosta per gli impegni della nazionale italiana, il calendario di Serie A prevede la ripresa con la disputa dell'11^ giornata che comprende il derby Milan-Inter come posticipo domenicale in data 23 novembre 2014.

È il quotidiano La Stampa a riportare dei dati preoccupanti a supporto dell'Aia e della sua minaccia di sciopero. Sono 370 in media i feriti ogni anno vittime di aggressioni negli ultimi 5 anni, e già in questa stagione si è partiti male.  A quanto pare i media si occupano troppo poco di ciò che accade sotto questo aspetto, probabilmente perché gli episodi di violenza contro la classe arbitrale che avvengono nelle serie minori, costituiscono notizie poco rivelanti e comunque se segnalate, relegate in ultima pagina nei giornali.

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Fa scalpore anche l'ultima notizia proveniente dall'edizione online di Repubblica, secondo la quale anche gli arbitri ragazzini vengono aggrediti. La classifica stilata dallo stesso e denominata "vegogna", segnala che la Regione Sicilia è detentrice di questo deprecabile record per quanto concerne la stagione 2013-2014. A seguire la Campania, la Calabria e la Puglia.