Quando Seedorf accettò l'incarico di allenare il Milan, mai si pensava che questo sarebbe durato meno di 1 anno e che tra i motivi che avrebbero portato alla separazione ci sarebbe stato un gelo totale tra lui e il suo mister in seconda, Mauro Tassotti. 

I due, entrambi bandiere del Milan, con il secondo allenatore del primo per numerosi anni di vittorie della squadra rossonera, non sono mai andati d'accordo fino a che Seedorf ha addirittura chiesto che Tassotti non facesse parte dello staff della stagione successiva.



Come la storia è poi finita, lo sappiamo tutti, Seedorf è stato sollevato dall'incarico di allenatore e Tassotti è rimasto ben saldo al suo posto di mister in seconda di Pippo Inzaghi.

Ma cosa portò il gelo tra Seedorf e Mauro Tassotti ?



I motivi che hanno portato al gelo tra i due, fino ad oggi non erano ben chiari. Pare invece, da alcune indiscrezioni rivelate da Fabio Ravezzani direttore di Telelombardia che i motivi siano un carattere estremamente sicuro di se dell'Olandese che addirittura avrebbe liquidato Tassotti tramite una mail in cui gli imponeva di non alzarsi più dalla panchina senza prima aver chiesto a lui il permesso di farlo.

Ma non è tutto, sempre a detta di Ravezzani, pare che Seedorf svegliò Tassotti alle 3 di notte per dirgli di leggere subito la mail che era stata appena inviata. 

Chiaramente, una colonna della storia rossonera come Tassotti non accettava il comportamento di Seedorf nei suoi confronti, dopo aver fatto da secondo ad un allenatore come Carlo Ancelotti e sapendo di godere di estrema fiducia da parte della società rossonera.

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Lì qualcosa si è irreparabilmente rotto, portando Seedorf su altri lidi.

L'Olandese che da mesi sta organizzando la causa per chiedere i danni al Milan e al patron Silvio Berlusconi, per il trattamento subito durante e dopo il suo periodo da allenatore della squadra rossonera. Come finirà la causa tra le parti non è dato sapersi, quello che pare certo è che annoverare il nome di Clarence Seedorf tra i possibili sostituti in caso di esonero di Inzaghi è pura utopia

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