Un altro pezzo di vecchio calcio è finito: il sistema delle comproprietà, praticato in quasi sessant'anni soprattutto in Italia, ha cessato di esistere giovedì scorso alle ore 19. Termina così un'era e un modo particolare di intendere il mercato dei calciatori. Finisce un sistema che, a volte, consentiva ai direttori sportivi anche di attuare dei veri e propri bluff, o degli stratagemmi fantasiosi, per concludere le compravendite a loro vantaggio. Attraverso gli anni si è visto di tutto: dai giocatori acquistati per zero euro ad affari non conclusi all'ultimo momento per errori "pilotati" dai direttori sportivi.
Il sistema delle "compartecipazioni", nato per valorizzare i giovani, era diventato negli anni ormai un modo per diminuire i rischi e i costi da parte delle società.
L'imposizione dell'Uefa
L'Uefa era già stata chiara l'anno scorso, quando il presidente Platini aveva apertamente condannato le comproprietà perché colpevoli di inibire la volontà e la libertà di un giocatore di scegliere il proprio futuro in una squadra piuttosto che in un'altra. Adesso, tutti i mercati calcistici europei (e soprattutto quello italiano) si devono adeguare al mercato mondiale e devono uniformare le regole di compravendita. L'ultima grande cifra per riscattare un giocatore è stata pagata dalla Roma che ha dovuto sborsare ben 19 milioni per avere tutta la proprietà del centrocampista Nainggolan.
Berardi è stato riscattato dal Sassuolo
La Juve ha deciso di lasciare l'attaccante Berardi un altro anno al Sassuolo, che lo ha riscattato pagando 10 milioni alla società bianconera. Ma il giocatore ventunenne (che in 61 partite di serie A ha segnato la bellezza di 31 gol) rimane in pratica della Juve, perché quest'ultima, avendo un diritto di "recompra", potrà riprendere l'attaccante fra un anno per 18 milioni. Per la Juve ci sarà anche il vantaggio (non di poco conto) di poter lasciar maturare Berardi in provincia ancora per un anno, senza correre il rischio di bruciarlo, subito, in un reparto di attacco già ben fornito di nomi importanti.