Giornata convulsa oggi al tribunale di Catania, tra giornalisti e curiosi che pullulano nel palazzo di Giustizia etnea tutti in attesa degli interrogatori di garanzia che riguardano il presidente del Catania Antonino Pulvirenti e l'amministratore delegato argentino Pablo Cosentino, coinvolti nell'inchiesta "i treni del gol" e attualmente sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.

Cosentino, è stato interrogato dal Gip Fabio Di Giacomo, mentre lo stesso Pulvirenti verrà sentito in giornata per rendere le dichiarazioni volte a precisare la propria posizione in merito ai fatti contestati dalla procura etnea.

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Gianluca Impellizzeri invece si avvarrà, secondo quanto trapela dall'Ansa, della facoltà di non rispondere. La stessa agenzia giornalistica italiana ha rivelato l'indiscrezione secondo la quale Pulvirenti avrebbe consegnato in mattinata alla Questura la licenza che autorizza il Catania Calcio a disputare, allo stadio Massimino, i match interni di campionato. La consegna sarebbe avvenuta mediante i legali del presidente del sodalizio etneo, una prassi che comunque Pulvirenti non avrebbe evitato, essendo già stato avviato dalla Questura l'iter per il ritiro del prezioso documento di autorizzazione, in conseguenza dell'inchiesta già avviata dalla procura.

Il tribunale presidiato dalle forze dell'ordine

Pulvirenti sarebbe arrivato presso il tribunale etneo alle 9,22 mentre un cordone di forze dell'ordine ha presidiato la struttura al fine di evitare ritorsioni o contestazioni da parte dei sostenitori etnei, imbufaliti per l'evolversi della vicenda. Il massimo dirigente della squadra si sarebbe presentato a volto basso e con una camicia bianca. Dovrà rispondere del reato di frode sportiva in associazione con altri dirigenti del Calcio Catania e altri tesserati di club del campionato cadetto che avrebbero acconsentito all'accomodamento dei risultati per favorire la permanenza del Catania in Serie B. Gli altri interrogatori dei protagonisti della triste vicenda si svolgeranno nei prossimi giorni, e saranno effettuati dai giudici di Catania.
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