La fondazione governativa Aspire Zone ha affidato a Salini Impregilo la costruzione del nuovo stadio in Qatar nel quale si giocheranno le partite del Mondiale di calcio 2022. Impresa con quasi 35mila dipendenti e un fatturato annuo risultante dall'ultimo bilancio di 4,2 miliardi euro, la Salini Impregilo è il primo gruppo italiano per dimensioni operante nel settore delle grandi infrastrutture e dell'ingegneria.

Recentemente è stata inserita al primo posto nella classifica delle più grandi imprese italiane che operano all'estero.

Il gruppo è attivo anche nella costruzione di centrali idroelettriche, dighe, aeroporti e opere ferroviarie. Recentemente ha terminato i lavori di costruzione per la diga della centrale idroelettrica "El Quimbo" in Colombia, creando un bacino esteso oltre 8mila ettari che consente al complesso di soddisfare l'8% del fabbisogno elettrico del paese, mentre sono tuttora in corso i lavori per la realizzazione della Linea 3 della metropolitana di Riyadh, della lunghezza di oltre 13 chilometri e del valore di 3,4 miliardi di euro.

Particolarità del progetto

Il nuovo impianto sportivo sarà situato nella città di AL Khor, a Nord della capitale Doha, e il contratto del valore di 770 milioni di euro prevede la realizzazione di uno stadio con una superficie di oltre 200mila metri quadrati e una capienza massima di 70mila spettatori. Come da richiesta, nella realizzazione del progetto saranno soddisfatti i maggiori standard di eco sostenibilità.

Nell'appalto rientrano anche la progettazione e la costruzione di un centro che ospiterà gli impianti elettromeccanici e di distribuzione del complesso sportivo, oltre alla realizzazione di un edificio separato per la gestione amministrativa della struttura.

Il termine massimo per la realizzazione e la consegna delle opere è stato concordato per l'anno 2018. I tecnici progettisti della società, per la progettazione del grande stadio hanno preso spunto dalla Bayt Al Shàar, che nella tradizione delle popolazioni nomadi del paese mediorientale è una grande tenda di colore bianco e nera considerata come simbolo di ospitalità dai nomadi del deserto.

Le critiche di Amnesty International

Le condizioni di lavoro degli operai impegnati nelle opere infrastrutturali per i mondiali di calcio in Qatar sono costantemente monitorate dalle associazioni umanitarie per la tutela dei diritti dei lavoratori, e nel recente report di Amnesty International si asserisce che entro il 2022 oltre 2 milioni di "schiavi" saranno impegnati nel paese, spesso in condizioni disumane ai limiti della legalità.

Si prevede che i morti, a causa d'incidenti e delle dure condizioni lavorative, potranno superare quota 4mila. In Italia invece, sono stati numerosi gli scandali nel mondo del calcio, dove sono rimaste coinvolte diverse società e molti giocatori che combinavano le partite per ottenere illeciti guadagni.

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