CALTANISSETTA - Quello che vedete è un disegno degli anni '80 apparso sul "Corriere Nisseno", periodico sportivo del tempo. "Il disegno di un Palmintelli fantasioso" da seimila posti in prevalenza coperti, magari con un rettangolo di gioco verde. Uno stadio bomboniera, dove sono state scritte le pagine più belle della Nissena prima, dagli anni Trenta, e della Nissa poi, dagli anni Ottanta, fra Serie C, Coppa Italia, Serie D e Promozione.

Si dice che in un futuro non lontano quest'area sarà destinata ad altro, secondo quanto previsto dal Piano regolatore generale della città. Più precisamente un parco urbano. Intanto il presente è fatto di calcio, partite e società che hanno scelto di giocare qui per una questione di appartenenza e d'identità storica. E se un giorno questo campo diventasse quel gioiellino disegnato negli anni '80 e si chiamasse...

"Nissa stadium"? Un sogno per quanti sono legati all'impianto di viale della Regione, perchè qui hanno giocato, qui hanno gioito, qui sono cresciuti sostenendo la Nissa a squarciagola. E qui vorrebbero tornare in massa la domenica. Realizzato negli anni del Fascismo, la sua prima denominazione fu “Campo Dux”. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Oltre ottant’anni di storia, lunghi, lunghissimi.

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Serie D

Per generazioni di nisseni quel campo è stato un punto di riferimento imprescindibile, che non è mai venuto meno. Almeno idealmente.

Neppure dopo la costruzione di un impianto all’avanguardia negli anni Novanta, a “Pian del lago”, intitolato a Marco Tomaselli, indimenticata bandiera della Nissa delle annate d'oro del “Palmintelli”, in Serie C2. Oggi, come ieri, una cattedrale nel deserto con dodicimila posti a sedere e pista d'atletica.

Uno stadio lontano e freddo. Quegli spalti si sono riempiti soltanto per la visita di Papa Giovanni Paolo II, per Italia-Croazia under 21 negli anni Novanta, con tanto di dirette tv, e in poche altre circostanze. Poi solo pochi intimi, ricordando con nostalgia i tempi che furono al “Palmintelli”, il campo dove ogni domenica giocava la Nissa e oggi gioca un’altra giovane Nissa in cerca di gloria. Insomma, il “Nissa stadium”.

E poco importa se il fondo è ancora in terra battuta e i gradoni sono di pietra dura. Dettagli. Conta la storia, conta il cuore.

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