Le ultime di mercato in casa Milan registrano cambi di strategie, vedi l’arrivo di Balotelli e il raffreddamento per Witsel e Soriano. Nel mentre, all'orizzonte compaiono due nuovi possibili colpi in uscita ed entrata: la cessione di Montolivo verso la Juventus e l’arrivo tra un anno di Ibrahimovic.

Data l’attuale fotografia di calciomercato, mi duole ritornare sull'argomento Balotelli e su cosa giri intorno a questa operazione. Se nell'articolo di ieri poteva apparire strampalata la tesi di una sudditanza del Milan per certe strategie piegate ai voleri di alcuni procuratori, quanto rivelato da autorevoli testate, come Sportitalia, sembrano invece confermarla.

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Il ritorno di Balotelli per assicurarsi Ibra nella prossima stagione

Il ritorno di “super” Mario sarebbe vincolato all'accordo Galliani - Raiola che avrebbero posto così le basi per il certo ritorno, il prossimo anno, di Ibrahimovic a Milano. Per quanto Ibra sia ancora una spanna sopra tanti, parliamo di un giocatore che l’anno prossimo compirà 35 anni, a cui verrà corrisposto un contratto milionario ed un futuro da dirigente.

Domanda. Chi ci sta guadagnando in tutto ciò? La risposta sarebbe scontata, certamente il bravissimo procuratore, mentre di meno, a mio parere, l'AC Milan.

Accantoniamo per un attimo il fattore economico, focalizzandoci solo su quello tecnico. Il Milan ha ripreso in squadra un giocatore di dubbie capacità che aumenta la rosa a 31 elementi, dovendo però competere solo per 2 manifestazioni. Non solo, ha opzionato per il prossimo anno un ulteriore “giovane” centravanti che, per sue caratteristiche, non si sposa granché con il gioco manovrato. Barcellona docet.

Per quanto sia assolutamente doveroso omaggiare Galliani del giusto tributo per le cose importanti fatte in tanti anni di Milan, questi ultimi tempi danno la netta sensazione di una scarsa programmazione, avallata da un dirigente che ha accentrato su di sé qualsiasi possibile incarico.

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Non vorremmo continuare a pagarne dazio, acquisendo giocatori di certi procuratori, ma sarebbe finalmente auspicabile una logica pianificazione che non porti ad avere 6 centrali difensivi (11 difensori totali più 4 portieri), 8 attaccanti e 8 centrocampisti.

Alcuni obiettano che tale strategia sia stata condizionata dai pochi soldi disponibili sul tavolo, portando l’amministratore delegato del Milan ad agire di conseguenza. In parte è certamente vero, ma non dimentichiamo che ancora oggi, fonte Gazzetta dello Sport, il Milan è la seconda squadra in Italia per fatturato, circa 250 milioni, e la 12^ in Europa.

Con questi numeri non è  normale finire consecutivamente 8° e 10° nel campionato di Serie A, accatastando atleti di dubbio valore pagati con lauti ingaggi. Detto ciò mi chiedo, serviva Balotelli?