Partita come tragedia, è finita come farsa. Un percorso purtroppo comune a molte pronunce della giustizia sportiva, con il Teramo Calcio che riveste il ruolo della vittima sacrificale in un sistema, quello targato FIGC, che si è dimostrato ancora una volta debole con i forti e forte con i deboli. Lungi da questa testata pronunciarsi sul caso in diritto, ma quello che si è consumato ieri a Roma è l'ennesimo caso di giustizia a metà che vede una società, la Teramo Calcio appunto, pagare il conto di un calcio marcio, è il caso di dirlo, marcio fino al midollo.

Tutti assolti, tranne i teramani

Chi avesse avuto la cura (e lo stomaco) di leggere la sentenza che condanna i teramani ad un altro anno di Lega Pro si sarà accorto che le verità processuali affermate sono tante quante i personaggi coinvolti.

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Neanche per la procura (né tantomeno per il Tribunale d'Appello) sembrano avere chiaro quello che è successo. Si tratta di una valutazione che basiamo su punti fondamentali della sentenza,  che riassumiamo allo scopo di sostenere la nostra posizione:

  • Cabeccia, uno dei calciatori che sarebbero stati contattati da chi avrebbe organizzato la combine, è stato prosciolto dall'accusa di omessa denuncia. Questo si traduce, in lingua corrente, in una situazione nella quale il Cabeccia non sarebbe stato contattato da alcuno per la combine. Se combine c'è stata, in altre parole, Cabeccia non sarebbe stato coinvolto;
  • Delle Piane, anch'esso tirato in ballo da Ninni Corda, è stato assolto in quanto ritenuto non a conoscenza di quello che stava accadendo;
  • Il Savona paga con 6 punti non afflittivi la responsabilità oggettiva, risultante del coinvolgimento di Cennicola, che avrebbe operato di concerto con Campitelli, Di Nicola, Di Giuseppe e Matteini per corrompere non si sa chi;
  • Matteini paga in pieno invece, per aver contattato, udite udite, Cabeccia. Cabeccia che, potrete leggere poco sopra, secondo il tribunale non è stato coinvolto nella combine.

La ricostruzione lacunosa del tribunale

Stando alle risultanze del processo e alle relative condanne, quello che sarebbe avvenuto sarebbe il seguente:

  • Di Nicola e Di Giuseppe decidono di adoperarsi per tentare la combine del match Savona-Teramo;
  • Campitelli sarebbe stato coinvolto dal Di Giuseppe, e avrebbe accettato di mettere i soldi, di cui però non si ha traccia;
  • Matteini sarebbe stato coinvolto al fine di contattare calciatori del Savonaovvero Cabeccia, con quest'ultimo che però non avrebbe ricevuto neanche la proposta per la combine, in quanto completamente scagionato dal tribunale;
  • La combine o il tentativo della stessa si sarebbero consumati senza il coinvolgimento di alcun calciatore, rendendo difficile a questo punto immaginare il suo stesso avvenimento, in quanto è difficile appunto pensare che si possa aggiustare un match senza coinvolgere chi al match prenderà parte.

Una ricostruzione a dir poco lacunosa, sulla quale speriamo che si spenderà la giustizia penale, al fine di stabilire con l'esattezza possibile, quanto è avvenuto.

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Paga solo il Teramo

A pagare, in questa vicenda, c'è soltanto il Teramo Calcio, che perde la Serie B acquisita nella stagione appena conclusasi per una combine alla quale mancano ancora troppi elementi. La Procura Federale si giustifica dicendo che i tempi contingentati, con i campionati che partono sabato prossimo, sono il motivo per cui le indagini sono state così sommarie. Ma a Teramo, e un po' in tutta l'Italia sportiva, la sensazione è che il furto si sia consumato a danno del Teramo, del presidente Campitelli (il cui coinvolgimento non è stato ancora appurato, mancando anche il più banale indizio) e dei suoi tifosi, soprattutto con una punizione, in processo parallelo, del Catania, che verrà ricordata come una delle più leggere della storia della giustizia sportiva.

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