Continua a circolare con forza l'indiscrezione secondo la quale il Milan starebbe corteggiando il direttore sportivo della Juventus, Fabio Paratici. Non è di certo una novità che il club rossonero abbia una grande stima nei confronti di uno dei dirigenti più in vista del club bianconero, e uno degli artefici dei successi juventini negli ultimi anni. Già negli scorsi anni Paratici ha dovuto declinare offerte giunte da Via Turati, e sembra che anche questa volta Paratici non cambierà idea.

Proprio recentemente Paratici ha firmato un contratto che lo legherà alla Juventus per altri tre anni, e quindi sono chiare le intenzioni del d.s di volere continuare a respirare aria bianconera, ma i rumors sono sempre diventati più forti ed è possibile che in futuro il Milan possa lusingarlo con un'offerta di quelle che non si possono rifiutare.

Serve un uomo-mercato capace di spendere in modo oculato

Che il Milan abbia davvero bisogno di un dirigente abile sul mercato è ormai evidente.

Negli ultimi anni, e in special modo nella scorsa campagna acquisti, il Milan ha speso cifre da capogiro senza riuscire ad allestire una formazione degna di rispetto e capace di occupare in pianta stabile le posizioni di vertice in classifica.

Solo nell'ultimo anno il Milan ha speso circa 90 milioni di euro, realizzando bassissime plusvalenze dalle cessioni, e sostenendo corposi investimenti per accaparrarsi calciatori del calibro di Bertolacci e Romagnoli (45 milioni di euro in due) il cui rendimento non è stato finora esaltante.

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Il nome di Paratici sarebbe anche gradito al nuovo socio che a novembre affiancherà Berlusconi nella conduzione societaria, il broker thailandese Mr Bee. Proprio il capitale che il finanziere asiatico verserà nelle casse del Milan (450 milioni di euro) potrebbero aiutare il club rossonero ad investire in modo massiccio sul mercato per rendere la squadra più competitiva. Ma il vero problema del Milan di oggi non è quanto spendere ma come spendere.

Il vero tallone d'Achille sembra essere diventata la competenza dei dirigenti nella scelta oculata dei protagonisti.

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