Andare allo Stadio, ormai, è come andare a teatro. Dopo la pubblicazione dei prezzi relativi alla campagna abbonamenti 2016/17 da parte della Juventus, la frase che circola sui social e che meglio descrive il pensiero dello juventino medio, è:Vincere è l’unica cosa che costa. E sì, perché i prezzi degli abbonamenti allo Stadium sono lievitati, nel corso degli anni. Se pensiamo che nella stagione dell’inaugurazione (2011/2012) per riservarsi un posto in curva per tutta la stagione si spendevano 275 euro e che oggi, invece, lo stesso abbonamento varia dai 455 euro per chi rinnova ai 500 euro tondi per chi lo sottoscrive ex novo, comprendiamo bene come ci sia stato un rincaro che va dal 65% ad oltre l’80%.

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Verrebbe da dire che le vittorie, sul campo, si pagano a caro prezzo, sugli spalti.

E’ vero che l’impianto torinese è un piccolo gioiello e che si può godere di una visuale ottimale e unica (per non dire rara). E’ però altrettanto vero che la curva è il cuore pulsante dello Stadio, il settore più popolare e, proprio per questo, frequentato da persone che, nella maggior parte dei casi, non hanno stipendi da favola (anzi). C’è inoltre da fare un’ulteriore considerazione: la parte predominante del tifo bianconero proviene da fuori Torino e quindi, al costo dell’abbonamento, vanno aggiunti quelli per le trasferte, i pernottamenti, etc.

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Insomma, per seguire la Vecchia Signora si fanno sacrifici economici non da poco.

Verrebbe quindi da pensare che l’intento sia quello di creare uno Stadium salotto, più che uno Stadium stadio.

Perché la Juventus non cerca invece di venire incontro ai propri tifosi? Si potrebbero, ad esempio, pensare a riduzioni sui nuovi abbonamenti per chi, nella stagione precedente, ha totalizzato un certo numero di presenze allo stadio, ovvero fidelizzare il cliente.

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Si potrebbe tener conto non solo delle gare casalinghe, ma anche di quelle in trasferta, visto che ormai, con l’obbligatorietà della tessera del tifoso, c’è la possibilità, alla fine della stagione, di poter avere il dettaglio delle gare alle quali il singolo tifoso ha assistito. Insomma, un semplice e banale concetto: sei stato fedele e ti meriti un premio.

L’impressione è che si stia tirando un po' troppo la corda che, alla fine, rischia di spezzarsi.

Ricordate cosa è successo a Liverpool qualche mese fa, con la Società che, dopo le proteste dei tifosi, ha fatto marcia indietro e cancellato l’aumento di biglietti e abbonamenti previsto per la nuova stagione? Certo, a Torino, al momento, il problema nemmeno se lo pongono visto che, con la squadra che vince, c’è una lunga lista d’attesa per sottoscrivere gli abbonamenti allo Stadium; ma il giorno in cui le cose inizieranno ad andare un po' meno bene, come reagiranno i tifosi?

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Ai posteri l’ardua sentenza.

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