A poche ora dalla sfida di Champions League tra Dinamo Kiev e Napoli, è obbligatorio immaginare i possibili risvolti e esiti della partita. In un girone in cui sono state evitate le squadre più blasonate e più forti come Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco, la formazione partenopea sembra aver scongiurato ogni rischio. Eppure, c'è ancora qualcosa che non ci convince. Benfica, Dinamo Kiev e Besiktas costituiscono, oggettivamente, un pericolo minore rispetto a tante altre squadre.

Ma siamo comunque davanti alle vincitrici dei loro tre rispettivi campionati e a una squadra, come il Benfica, che ha sempre avuto un ottimo rendimento europeo. Noi, però, vorremmo concentrarci sulla squadra ucraina. 

Dinamo Kiev, la campionessa d'Ucraina

La Dinamo Kiev è una squadra dal passato e dal presente altrettanto glorioso. Può vantare, infatti, ben quindici campionati nazionali nel suo Palmarès.

Vincitrice degli ultimi due, la Dinamo ha interrotto, dopo cinque anni, il dominio incontrastato dello Shaktar Donetsk di Mircea Lucescu. La rinascita del club porta soprattutto la firma del giovane allenatore ucraino Serhij Rebrov. L'ex attaccante cosacco, dopo aver collezionato 242 presenze e 113 gol e quattro anni come vice-allenatore nella stessa Dinamo, si è subito mostrato all'altezza da quando, nel 2014, subentrò all'esonerato Oleg Blokhin. 

Dinamo Kiev, i punti forti

Rebrov ha proposto un calcio molto offensivo, un 4-2-3-1 che privilegia molto gli esterni, esaltando le qualità di giocatori come Yarmolenko.

Leader tecnico nel club e pilastro anche nella nazionale ucraina, dotato di un mancino pregiato e di buone doti atletiche. A impensierire la retroguardia azzurra, potrebbe esserci anche l'attaccante brasiliano Junior Moraes. Dotato di un ottima tecnica di base con buoni doti balistiche, si è mostrato più un attaccante di manovra che uno di sfondamento. Napoli che potrebbe soffrire la rapidità e la tecnica del pacchetto offensivo ucraino composto da Yarmolenko, Sydorchuk e Gusev a supporto dell'unica punta Moraes.

Tra i punti forti anche la dedizione alla corsa e al sacrificio dei due mediani : Rybalka e Garnash. Testimoni di una squadra molto fisica. Non va dimenticata anche dell'atmosfera infernale che ci sarà allo Stadio Olimpico di Kiev. L'impianto rimodernato nel 2012, in occasione degli europei, può ospitare fino a 70.000 spettatori che non esiteranno a supportare la squadra di casa. 

Dinamo Kiev, le debolezze

Tra i punti deboli della squadra va sicuramente annotata la scarsa qualità della mediana che non ha una tecnica proporzionale alla sua attitudine alla corsa.

Inoltre, un loro punto debole è la lentezza e la macchinosità della linea difensiva capitanata dai centrali Vida e Khacheridi. Rispettivamente due giganti da 1.84 e 1.98 metri. Potrebbero soffrire non poco la rapidità del palleggio azzurro con gli annessi tagli in profondità di Callejon o le giocate e i guizzi di Insigne e Mertens

Dinamo Kiev, cosa aspettarsi dalla partita 

Una gara da vivere e da non perdere.

Il pronostico è certamente a favore degli uomini di Sarri ma non andrà sottovalutata la voglia dei padroni di casa di imporsi oltre i confini nazionali. 

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