Donato Bergamini detto Denis, sognava di fare il calciatore. Oggi, 18 settembre, avrebbe compiuto 54 anni. Si fermò invece a 27, diventando tristemente celebre come "il calciatore suicidato". Nacque ad Argenta e iniziò la sua carriera nel 1982 con la maglia dell'Imola nell'allora Interregionale: la sua ascesa cominciò nel 1985 quando venne acquistato dal Cosenza, che resistette anche agli assalti del Parma, che aveva intravisto un potenziale campione.

In tutto 110 presenze in terra calabrese, con tre reti.

Ma dietro quel sorriso ricco di speranza c'era qualcos'altro: una vicenda torbida che ancora oggi, a quasi 27 anni di distanza, non ha ancora una risposta: venne fatto passare per suicidio, l'incidente con il quale perse la vita. Era un freddo pomeriggio del 18 novembre del 1989: egli venne trovato morto lungo una strada in provincia di Cosenza: la prima disamina fu quella del suicidio, subito smentita da chi lo conosceva sin troppo bene.

Bergamini amava la vita e l'ex giocatore Carlo Petrini in un suo libro cercò di trovare le prove che Denis sia stato ucciso e non altro, come era stato fatto credere, forse per coprire qualche traffico illecito.

Ma cosa successe in quella maledetta serata? Nessuno lo sa con certezza. Sarebbe anche inutile ora ricordare i particolari: la cosa più importante è che non venga dimenticata la sua vicenda.

Lo stadio di Cosenza ha intitolato un settore dello stadio alla sua memoria e quasi sette anni fa, a dicembre del 2009, si celebrò una giornata in sua memoria, per far sì che questa vicenda non venga assolutamente insabbiata.

I familiari portano avanti questa vicendache per varie ragioni, ma non hanno ancora trovato risposta a tutte le loro domande. Nel febbraio del 2012 una perizia indicò che quando venne investito, Bergamini era già morto: ma allora chi volle la sua morte, e perché?

Un anno dopo la sua fidanzata di allora venne raggiunta da un avviso di garanzia con accusa di omicidio. Il mondo dello sport viaggia in modo frenetico, forse troppo: ma queste vicende non vanno dimenticate.

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