25 novembre 2005, 22 maggio 1946, 14 settembre 1963 e 29 maggio 1968 per molti posso essere considerate delle semplici date, giorni normali come gli altri, ma non per chi tifa #Manchester United, sicuramente non per loro. Partiamo dal 25 novembre 2005, esattamente undici anni fa ci lasciava George #Best, uno dei più grandi calciatori che la storia abbia visto nascere. Dopo una lunga lotta contro l’alcol, una vita segnata dai vizi e dagli eccessi e i guai con la giustizia il cuore dell’ex fantasista nordirlandese ha smesso di battere all’età di 59 anni.

Ma in questo giorno di ricordo vogliamo ripercorrere i momenti che hanno segnato e cambiato la vita di George, e contemporaneamente hanno modificato il modo di vedere il calcio.

22 maggio 1946 un bambino che diventa leggenda

The Beatle nasce di mercoledì in un quartiere povero di Belfast in Irlanda del Nord, con il pallone uno come lui non ci gioca, ci parla. E nonostante un inizio complicato a causa della gracile corporatura il destino del giovane #Best sembra già scritto, perché se al posto dei piedi hai due straordinari pennelli non puoi altro che fare l’artista, o meglio, non puoi far altro che dipingere giocate su una tela chiamata campo di calcio, questo era George #Best, un’artista del football.

14 settembre 1963 esordio con la maglia dei Red Devils

Nel 1961 George venne aggregato alle giovanili del #Manchester United, il suo estro era qualcosa di unico, qualcosa di mai visto prima, dopo due anni nei dilettanti arriva il momento di diventare grande e ancora diciassettenne è il momento dell’esordio contro il West Bromwich, tre mesi dopo trova la gioia personale trovando il primo gol nei professionisti contro il Burnley. Inizia così una storia che porterà il nordirlandese a diventare leggenda con la maglia dei Red Devils.

29 maggio 1968 Manchester United Campione d’Europa

Tredicesima finale della Coppa dei Campioni, la più importante manifestazione calcistica vede impegnate a Wembley i portoghesi del Benfica di Eusebio e il #Manchester United di #Best, il direttore di gara è l’italiano Lo Bello. I 90 minuti non bastano per decretare i vincitori poiché al vantaggio di Sir Bobby Charltron (uno dei superstiti del disastro aereo di Monaco che decimo la squadra) rispose il portoghese Graça, ma il destino di quella finale era probabilmente già scritto, quella finale non poteva che finire con il trionfo degli inglesi e nei supplementari nell’arco di dieci minuti di gioco ancora Charltron, Kidd e soprattutto George Best vanno in rete.

È la prima Coppa dei Campioni della storia dei club inglesi, inventori del calcio, è la vittoria di Matt Busby, uno dei più grandi allenatori della storia, è la vittoria in ricordo delle 24 vittime del 1958, ed è la vittoria di #Best, miglior giocatore d’Europa e del mondo che a 22 anni riceve il Pallone d’oro del 1968.

“Era il 1976, si giocava Irlanda del Nord - Olanda. Giocavo contro Johan Cruyff, uno dei più forti di tutti i tempi. Al 5° minuto prendo la palla, salto un uomo, ne salto un altro, ma non punto la porta, punto il centro del campo: punto Cruyff. Gli arrivo davanti gli faccio una finta di corpo e poi un tunnel, poi calcio via il pallone, lui si gira e io gli dico: 'Tu sei il più forte di tutti ma solo perché io non ho tempo.”

George Best

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