Mondiale a 48 squadre. Dovranno trascorrere altri undici anni ma nel 2026 sarà realtà, dopo le edizioni del prossimo anno in Russia e del 2022 in Qatar. La decisione era annunciata per questo mese di gennaio ed è arrivata dopo la ratifica del consiglio della FIFA riunito a Zurigo. Il nuovo format, prepotentemente voluto dal presidente del massimo organo calcistico mondiale, Gianni Infantino, vedrà aumentare il numero delle gare della fase finale dalle attuali 64 ad 80. Di quella che sarà la formula definitiva, si conosce soltanto la composizione della prima fase composta da ben 16 gironi di tre squadre ciascuno.

Si tratta dell'ennesima rivoluzione FIFA in quasi 87 anni di storia della Coppa del Mondo.

I diversi format dell'anteguerra

La prima edizione dei Mondiali di calcio disputata in Uruguay nel 1930 vide prendere parte alla fase finale 13 nazionali suddivise in quattro gironi, uno di quattro squadre e tre di tre squadre. Le vincenti di ciascun girone erano ammesse direttamente alle semifinali, il mondiale uruguaiano inoltre fu l'unico nel quale non venne disputata la finale per il terzo posto. Le due successive edizioni di Italia 1934 e Francia 1938 furono caratterizzate da 16 squadre ammesse alla fase finale in un tabellone con accoppiamenti sorteggiati ad eliminazione diretta fino all'ultimo atto.

Le formule 'complicate' del '50 e '54

Il primo Mondiale del dopoguerra disputato in Brasile nel 1950 vide una formula unica nel suo genere. Le 16 squadre partecipanti furono suddivise in quattro gironi di quattro squadre ma alla fase finale andarono in 13 a causa del ritiro di India, Scozia e Turchia. Soltanto la vincente di ciascun girone avrebbe passato il turno, le quattro migliori formazioni composero un girone all'italiana dove la capolista al termine dei confronti si sarebbe fregiata del titolo.

Fu dunque l'unico Mondiale senza una vera finale anche se di fatto la drammatica sfida del Maracanà vinta dall'Uruguay sul Brasile venne considerata tale. Prima dello scontro diretto i padroni di casa avevano un punto di vantaggio sulla Celeste, un pareggio pertanto avrebbe consentito ai brasiliani di vincere la Coppa Rimet. Molto complessa nella prima fase a gironi fu invece la formula dei Mondiali svizzeri del 1954: 16 nazionali suddivise in quattro gironi dove però due, designate come 'teste di serie', non si confrontavano.

Passavano ai quarti le prime due di ciascun gruppo che si affrontarono in gare ad eliminazione diretta fino alla finalissima. 'Classica' invece la formula che caratterizzò le edizioni della Coppa del Mondo del '58, '62, '66 e '70: 16 squadre senza teste di serie ed 8 qualificate che avrebbero dato vita al tabellone ad eliminazione diretta.

I continui cambi di formula e gli 'allargamenti'

L'edizione tedesca del 1974 determinò un nuovo cambio di formula. Le 16 squadre vennero suddivise in quattro gironi, passavano alla fase successiva 8 nazionali suddivise in due ulteriori gironi le cui vincenti si sarebbero giocate in finale la Coppa del mondo.

Questo format venne mantenuto anche in Argentina nel 1978 ma 'saltò' nell'edizione spagnola del 1982 quando il numero delle squadre partecipanti venne allargato a 24, suddivise in sei gironi di quattro squadre. Le due qualificate di ciascun girone avrebbero poi dato vita ad altri quattro gironi di tre squadre le cui vincenti avrebbero poi disputato le semifinali. In Messico nel 1986 vennero inseriti i ripescaggi: le prime due dei sei gironi e le quattro migliori terze avrebbero dato vita al tabellone ad eliminazione diretta: questo format riguardò anche le edizioni di Italia '90 ed USA '94 mentre per i Mondiali francesi del 1998 il numero delle partecipanti venne allargato a 32 così da eliminare i ripescaggi con otto gironi da quattro squadre e le prime due di ciascuno a comporre il tabellone ad eliminazione diretta.

Si tratta del format più duraturo, in vigore da cinque edizioni che sarà mantenuto per altre due, prima dell'annunciata rivoluzione.

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