Alla fine l'esito del colloquio tra società ed allenatore ha portato ad una conclusione inevitabile: il Pescara ha deciso di sollevare dall'incarico di allenatore Massimo oddo, che chiude la propria avventura in terra abruzzese dopo una promozione in Serie A ed una (quasi certa) retrocessione in B dopo appena 24 giornate di campionato. L'esonero era ormai cosa fatta, evidentemente non si poteva più andare avanti in questo modo: a testimoniarlo ci sono le ultime due pesanti sconfitte patite contro Lazio in casa (2-6) e Torino fuori (5-3): undici gol subiti, due in più dei punti che la squadra ha guadagnato in classifica dallo scorso mese di agosto (appena 9).
Ma il numero sconcertante si trova nella casella delle vittorie ottenute in stagione: 0, se si eccettua quella assegnata dal Giudice sportivo alla seconda giornata per 3-0 sul campo del Sassuolo, che schierò un giocatore squalificato per quell'appuntamento. Un ruolino di marcia che potrebbe essere addirittura peggiorato, se la nuova guida tecnica (De Canio o una soluzione interna?) non saprà dare una scossa a tutto l'ambiente ed in particolare al gruppo di giocatori che sembrano sempre più rassegnati domenica dopo domenica.
Da sottolineare come anche la società abbia le proprie responsabilità: se dopo 24 turni non c'è stato ancora un successo, significa che molti dei giocatori che indossano la casacca del Pescara non erano e non sono adatti alla massima categoria.
E pensare che la nuova avventura in A era partita con l'incoraggiante 2-2 ottenuto al debutto contro il Napoli, poi è giunto il 3-0 a tavolino contro il Sassuolo e in seguito la sfortunata sconfitta nei minuti di recupero patita contro l'Inter di De Boer.
L'ultima opportunità per dare una svolta a questo campionato era rappresentata probabilmente dal confronto diretto di Palermo prima di Natale: giunse un solo punto (1-1), per di più acciuffato negli istanti conclusivi della partita. Poi il nulla, o quasi, condito purtroppo da tanti errori che hanno fatto sprofondare il club abruzzese.