zeman è tornato. Zdenek Zeman è un personaggio troppo importante per un campionato in lieve declino come quello della Serie A e nonostante le sue ultime esperienze da tecnico abbiano un po' deluso, vale comunque la pena di ridare un'altra possibilità a chi il calcio ha saputo, a suo modo rivoluzionarlo. L'epopea del Foggia '92, poi le rocambolesche avventure alla guida di Lazio prima e Roma poi, infine la splendida cavalcata della promozione proprio col Pescara nel 2012, sono forse le pagine più importanti scritte dal boemo in Italia a livello calcistico; nel mezzo le sue esternazioni sul doping nel calcio, le accuse, i processi e una saggezza spigolosa che lo hanno reso famoso fuori e dentro il campo di calcio.

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Un veterano con tanta gavetta

Nato a Praga, nel 1947, l'ormai settantenne Zeman, ha alle spalle un bagaglio di grandissima esperienza, soprattutto con squadre di categorie minori, il che potrebbe anche fare al caso (disperato) del Pescara, che oltre ad una pessima situazione in classifica, sembra aver alzato definitivamente bandiera bianca, incassando ben 11 gol nelle ultime due partite di campionato. Il boemo, arrivato in Sicilia per una vacanza in età adolescenziale e costretto poi a fermarsi per lo scoppio della guerra tra URSS e la Cecoslovacchia, più nota come "Primavera di Praga", ha allenato in posti come Messina, Foggia, Salerno, Cagliari e Roma, rivoluzionando però il calcio delle provinciali, con idee offensive e spettacolari.

Dopo una lunghissima assenza Zednek Zeman, torna ad allenare una squadra di serie A; nella foto l'abbraccio col presidente Sebastiani.
Dopo una lunghissima assenza Zednek Zeman, torna ad allenare una squadra di serie A; nella foto l'abbraccio col presidente Sebastiani.

Una situazione disperata

Dopo la scorsa stagione in cui il Pescara ha conquistato meritatamente la promozione in serie A, sotto la guida di Massimo oddo, quest'anno le cose non hanno preso il verso giusto e neanche il mercato di Gennaio ha saputo ridare slancio ad una squadra in netto declino, avvicinando sempre più gli abruzzesi al baratro della retrocessione con soli 9 punti in 24 gare, l'ultimo posto in classifica, ma soprattutto ben 13 punti di distacco dalla zona salvezza.

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Ovviamente le cause di questa terribile stagione non possono essere addossate allo stesso allenatore che meno di un anno fa veniva osannato per la promozione conquistata ai play off contro il Trapani di Serse Cosmi, ma bisogna condividere le responsabilità col presidente Sebastiani, che non ha saputo adeguare l'organico a disposizione di Oddo al campionato di serie A; la stessa lega dovrà valutare meglio la struttura di un campionato a 20 squadre che di fatto, a metà febbraio sta già finendo per gran parte delle squadre di metà classifica; infine, per quanto insoddisfatti, i tifosi, hanno contribuito a peggiorare una situazione già disastrata, con contestazioni e comunicati tutt'altro che di supporto.

Il nuovo accordo. Lo scorso mercoledì, il Presidente Sebastiani, era stato intercettato a pranzo col tecnico boemo, ma probabilmente l'intento era quello di gettare le basi per un futuro accordo che avrebbe visto Zeman allenare il Pescara nel prossimo campionato di serie B, tanto più che lo stesso presidente si era mostrato scettico su un prematuro arrivo dell'allenatore di Praga. Qualcosa evidentemente è cambiato, magari lo stesso Oddo, ha preferito defilarsi scrollandosi di dosso tutte quelle altre responsabilità che non erano sue, o forse lo stesso Zeman si è dichiarato disponibile a gettare fin da subito le basi per la prossima stagione.

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Fatto sta che già da domenica contro il Genoa di Juric potremmo rivedere, Zeman fumare le sue immancabili sigarette, nel posto che più gli si addice: quello di una panchina di serie A.

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