Gennaro Ivan Gattuso è attualmente l'allenatore del Pisa, squadra che milita in Serie B. Un piccolo capolavoro quello che sta facendo, date le condizioni difficili in cui il club ha versato.

Ospite a Sky Calcio Club, l'ex capitano e calciatore del Milan ha rilasciato tantissime dichiarazioni, raccontando anche numerosi aneddoti riguardanti il suo passato con la maglia del Milan (tanto in Serie A quanto nelle competizioni europee): dalla finale di Istanbul persa contro il Liverpool alla rissa Ibrahimovic-Onyewu, passando per il Milan attuale allenato da Vincenzo Montella.

Gattuso: "Il mio Milan era una macchina perfetta"

Sulla finale di Istanbul del 2005: "Il Milan è stato un sogno durato 13 anni.

Ma quella volta dopo la finale persa ad Istanbul volevo andare via, volevo cambiare aria. Non stavo bene con me stesso, mi sentivo in colpa: quando stai vincendo una finale 3-0 a fine primo tempo e poi la perdi in quel modo ci vogliono mesi per riprenderti. Galliani ha faticato molto per convincermi a restare"

Su Poulsen, Leonardo e Ibrahimovic: "Con Poulsen mi arrabbiai perché un giocatore che maltratta Kakà commette una cattiveria inutile. Kakà, uno che non faceva male nemmeno ad una formica. Non si può perdonare. Per quanto riguarda Leonardo, invece, sbagliai ad insultarlo, non riuscii a trattenermi. Ibrahimovic vuole sempre vincere, è molto esigente quando gioca e quando si allena dà sempre tutto.

Ha una grande professionalità. Anche vero che se ti prende la targa dopo ti arriva la multa a casa. Quando ci fu la rissa con Onyewu dopo un duro contrasto, io ebbi la brillante idea di mettermi in mezzo: presi certe sberle e me ne andai"

Sul Milan attuale: "La società rossonera era una macchina perfetta: si pensava solo al calcio. Già nei miei ultimi anni qualcosa era cambiato: qualche giovane non rispettava le regole. Ho lasciato perché al Milan non vedevo più queste cose. Berlusconi voleva sempre che accorciarsi la barba, me lo chiedeva sempre, quante volte ho dovuto rifare la foto per l’armadietto nello spogliatoio. Una volta mi feci la barba e lasciai il lavandino sporco, arrivò Billy Costacurta e me ne disse di tutti i colori. Con i grandi campioni basta guardarli e capire di conseguenza".