Dopo che in Fininvest si sono fatte le ore piccole e, in attesa di comunicati ufficiali, tutto può ancora accadere in un senso o nell'altro, o nell'altro ancora, la resa dei conti del giorno successivo al martedì nero del Closing rossonero non può che essere mediatica. Esclusivamente mediatica. In assenza, purtroppo per i tifosi rossoneri, di fatti definitivi e significativi sul futuro del Milan. Come accade infatti per ogni grande evento mediatico, ci sono gli schieramenti giornalistici. Costruiti attorno alle fonti, in un gioco delle parti che è sempre esistito e sempre esisterà, con un discrimine, una linea di confine, determinate dalle figure di riferimento di ciascun giornalista.
Sulla vicenda closing Milan, è però accaduto qualcosa di diverso e qualcosa di più. Due giornalisti, assolutamente, per chi li conosce entrambi, due brave persone e due professionisti in buona fede, hanno animato il dibattito social con posizioni radicalmente diverse fra loro, finendo per incarnare due opposti estremismi autenticamente convinti delle rispettive posizioni: Cristiano Ruiu da una parte, Pasquale Campopiano dall'altra.
La posizione di Ruiu: cessione Milan inesistente
Il giornalista del gruppo Mediapason ha sempre scritto, detto, pensato e argomentato che non ci sarebbe stata nessuna cessione del Club rossonero, che sono sempre mancate vere e concrete basi sia economiche che societarie per una reale svolta della proprietà del Milan.
Ha sostenuto una posizione che per settimane è stata molto impopolare fra i tifosi rossoneri e che ha acquisito invece moltissima considerazione, dopo i fatti del 28 Febbraio e dopo l'inversione a U verso la proroga del closing del Milan. Quello che è stato molto brutto: gli insulti profondamente ingiusti e volgari rivolti al collega sui social da Settembre ad oggi, mentre sosteneva legittimamente la sua posizione. Quello che a giudizio dei tifosi non deve accadere oggi: un eccesso di sorrisi e di entusiasmo "post", perchè la situazione del Milan resta a questo punto molto delicata e, al netto del riconoscimento da parte di tutti, non è mai troppo tardi, della buona fede di Ruiu e della relativa gratificazione professionale, non si scorge in giro qualcosa da festeggiare sia all'interno che a latere del Milan stesso..
La posizione di Campopiano: tutto procede
Il giornalista campano, già collaboratore del Corriere dello Sport, ha riferito e raccontato un mondo diverso, una reale trattativa per l'acquisizione del Milan, senza tuttavia nascondersi le difficoltà e le contraddizioni prima della vicenda Galatioto-Gancikoff e poi dello sviluppo Yonghong Li-Sino Europe. In base ai fatti e alla loro concatenazione, spesso controversa e quindi destinata a non essere compresa dal grande pubblico, Campopiano è stato vissuto dai tifosi milanisti come una figura rassicurante: tutto procede e tutto è sottoscritto nero su rosso, le sue parole d'ordine, in definitiva i suoi hashtag di riferimento. Anche in questo caso deve esserci un equilibrio, una livella, come avrebbe detto un grandissimo corregionale di Pasquale, fra gli elogi e le ovazioni di prima e il risentimento di oggi.
Questo valeva e vale sia per Cristiano che per Campopiano: i giornalisti rispondono delle loro sensazioni professionali e delle loro linee, non hanno secondi fini e non sono ne proprietari di società calcistiche o di fondi d'investimento, ne protagonisti con advisor e avvocati al tavolo delle trattative. Le loro posizioni sono sempre da rispettare, anche quando non sono premiate dai fatti o anche quando non sostengono quello che, nei momenti caldi di vicende come quella del closing del Milan, il tifoso vuole a tutti i costi sentirsi dire.