Conti alla mano, qualsiasi sarà il risultato dei quarti di finale di Champions League e Europa League, l'Italia si piazzerà comunque quarta nel ranking UEFA, risultato per nulla irrilevante visto che dalla stagione 2018/2019 i primi quattro campionati avranno quattro posti certi per aspirare a vincere la Coppa dalle grandi orecchie (per la gioia anche di Premium). Così Francia e Russia, che torna nella top 6 dopo sette anni, avranno tre squadre, di cui una ai preliminari, mentre Portogallo, Belgio, Ucraina e Turchia potranno godere di un solo posto per la qualificazione diretta e uno per i preliminari.

Nei sorteggi per la fase a gironi, torneranno a influire i meriti storici, evitando casi come il Real Madrid in seconda fascia, meriti storici che però non avranno valore nelle qualificazioni, come voleva una proposta che ha fatto molto discutere.

La linea che ha prevalso, sicuramente, tende a privilegiare i più forti: Spagna, Inghilterra, Germania e Italia si spartiranno metà del totale dei posti disponibili per la Champions; di certo aumenterà lo spettacolo e l'agonismo, saranno riprese vecchie rivalità storiche che fanno impazzire l'intero mondo del calcio.

Qualsiasi tifoso, qualunque sia il colore della maglia, sarà entusiasta nel rivedere Milan, Inter, Liverpool e Manchester United sfidarsi tra loro.

Molti paesi più poveri, però, potrebbero essere svantaggiati. Si tratta per lo più di Paesi dell'est che vedono nello sport una possibilità di riscatto dalla povertà che li ha afflitti nell'ultima metà del secolo scorso, e vedono nella Champions una vetrina per lanciare i propri talenti, basti pensare ai tanti giovani che la Dinamo Zagabria ha messo in mostra negli ultimi anni proprio grazie a questa coppa.

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La scelta del UEFA era comunque necessaria. Tutto ciò infatti vuol dire far confluire ingenti somme di denaro verso società che, tramite il loro marchio, hanno la possibilità di reinvestirli (si spera) per progetti vincenti, che possano dare privilegio, non solo a livello di spettacolo, ma anche a livello di stipendi, a un calcio europeo sempre più vittima della concorrenza cinese.

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