Un brutto colpo per il Genoa, in piena crisi di risultati e fresco di nuovo cambio in panchina (con Juric, allenatore di inizio stagione ed erede designato di Gian Piero Gasperini, richiamato dopo l'infelice parentesi Mandrolini), ma anche per la Nazionale. Si potrebbe apostrofare così la squalifica di 18 mesi inflitta al difensore rossoblu Armando Izzo.

I fatti

Il 25enne nativo di Napoli, era accusato di essere coinvolto nella tentata combine di due gare dell'avellino della stagione 2013/2014 (all'epoca dei fatti Izzo indossava la maglia degli irpini), vale a dire quelle contro Modena e Reggina.

Dopo il procedimento, il Tribunale Nazionale Federale ha deciso per lui una condanna in primo grado pari a un anno e sei mesi di stop per omessa denuncia. Un brutto colpo per la sua carriera, in rampa di lancio nonostante le vicissitudini che sta attraversando il club, ma anche per la Nazionale. Il Commissario Tecnico, Gian Piero Ventura, infatti, vedeva in Izzo un ideale rinforzo per un reparto, quello degli esterni, che sta attraversando un difficile cambio generazionale.

Le altre condanne

Izzo non è stato l'unico condannato della vicenda. Il TFN, infatti, ha inflitto, sempre in primo grado, tre punti di penalizzazione all'Avellino (la Procura federale ne aveva chiesti sette) da scontare in questo campionato, oltre a una sanzione pecuniaria di 50.000 euro. La stessa cifra è stata chiesa anche al calciatore. Per quanto riguarda gli altri tesserati coinvolti nella vicenda, mano pesante per Luca Pini (all'epoca dei fatti tesserato dell'Atletico Torbellamonaca) e Francesco Millesi (ex giocatore dell'Avellino) condannati a cinque anni di squalifica e 50.000 euro di multa.

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Prosciolti, invece, Fabio Pisacane, calciatore del Cagliari, Walter Taccone, presidente dell'Avellino e i giocatori biancoverdi Raffaele Biancolino, Luigi Castaldo e Mariano Arini.

Appello

Izzo, che ha comunque evitato una condanna a sei anni più la radiazione (come avvenuto in pochi casi analoghi), non ha accettato la sentenza e ha promesso di dare battaglia anche in secondo grado di giudizio. Tramite il prorio legale, l'Avvocato Antonio de Rensis, ha infatti annunciato l'intenzione di fare ricorso in appello con l'obiettivo di vedersi infliggere uno stop variabile dai sei a dodici mesi, con la possibilità quindi di tornare a disposizione per il Mondiale in Russia del 2018.

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