Antonio Conte, ormai, non ha più bisogno di ulteriori attestati che lo consacrino tra i migliori allenatori del mondo. I risultati ottenuti, spesso con squadre di un livello inferiore rispetto alla concorrenza, lo pongono di diritto nel gotha dei trainer. Il trionfo in Premier League con il Chelsea è arrivato quasi in sordina. Una scioltezza quasi disarmante quella con cui i suoi Blues si sono messi alle spalle un anno di delusioni e si sono riscoperti di animo vincente e di forza incontrastabile per gli avversari. Merito di una guida tecnica che, nel corso della propria carriera, ha dimostrato di avere pochi eguali nella capacità di rigenerare campioni e giocatori di medio livello e ottenere risultati che altri colleghi si sognano. È il momento delle celebrazioni, ma anche quello in cui ci si concede più volentieri alle interviste come quella rilasciata a Repubblica.

Molteplici gli argomenti toccati.

Conte: "Un altro anno solo a Londra non ce la faccio"

"Se rimango porterò tutta la famiglia qui, perché un altro anno da solo non lo faccio. Far studiare mia figlia in un paese straniero sarebbe una grande opportunità" ha detto Conte a Repubblica. "Invidiavo gli stadi pieni e l'atmosfera del calcio inglese - ha aggiunto - e la differenza principale risiede nella cultura sportiva dei tifosi che applaudono anche le retrocessioni. Ho imparato a chiudere gli occhi quando vedo mangiare uova strapazzate prima della partita. Bisogna accettare le tradizioni e portarne rispetto imparando la lingua".

Il futuro di Conte

Conte deciderà il proprio futuro solo dopo il 27 maggio (data della finale di Fa Cup con l'Arsenal), quando un confronto con il patron del Chelsea Abramovich chiarirà definitivamente i suoi pensieri.

Però c'è un indizio non da poco, dato che quando parla dei Blues molto spesso lo fa avanzando qualche dubbio: "Questo è un grande club. Però ha alzato la Champions e poi è uscito al primo turno, ha vinto una Premier e poi è arrivato decimo. Deve trovare stabilità al top. Le speculazioni sul mio futuro? Sono normali, ma pretendo concentrazione sul campo".

Perché Conte si avvicina all'Inter?

Diversi indizi nell'intervista lasciano intendere come la permanenza di Conte al Chelsea sia tutt'altro che scontata. Nelle parole dell'allenatore sembrano esserci troppi "se" e, in alcuni tratti, si percepisce quasi un certo distacco rispetto ai progetti futuri del club londinese, oltre che una poco velata nostalgia per l'Italia. Il progetto dell'Inter potrebbe avvicinarlo di nuovo al Bel Paese.