Suning in pieno stile Inter, non c'è dubbio. Se in 109 anni di storia quella nerazzurra è la panchina tradizionalmente più bollente del campionato italiano, la dirigenza cinese che ha preso il timone da appena un anno ha già dato un valido contributo in tal senso. Stefano Pioli è stato esonerato, il tecnico che l'8 novembre dell'anno scorso aveva preso il posto di Frank De Boer, è stato a sua volta sollevato dall'incarico. Per la seconda volta nella medesima stagione, pertanto, la panchina viene affidata al tecnico della Primavera, Stefano Vecchi: sarà lui a guidare l'Inter nelle ultime tre gare di campionato.

Dunque, in meno di un anno (il gruppo cinese è diventato azionista di maggioranza il 28 giugno dell'anno scorso), la nuova dirigenza ha già messo al timone della prima squadra quattro allenatori: era partita da Roberto Mancini, esonerato in estate per far posto a Frank De Boer, esonerato ad ottobre e sostituito da Stefano Pioli (l'incarico temporaneo era stato affidato, allora come oggi, a Stefano Vecchi). Pioli è stato il 64° tecnico della storia dell'Inter la cui fama di mangia-allenatori è più che meritata, se consideriamo che il Milan nella sua storia è stato allenato da 55 tecnici e la Juventus da 46, tanto per fare un raffronto con le altre tradizionali grandi del calcio italiano.

Una flessione scandalosa

Scandaloso il rendimento dell'Inter nelle ultime sette partite di campionato in cui sono stati raccolti appena due punti. Sono cifre che giustificano l'esonero, ma in fin dei conti Stefano Pioli è forse il meno colpevole. Aveva avuto il merito di rivitalizzare una squadra dopo la pessima parentesi De Boer, ed un certo punto sembrava che l'Inter fosse in grado di giocare le sue carte per quel terzo posto che avrebbe garantito quantomeno i preliminari della prossima Champions League.

Il sogno è presto sfumato, ma ciò che sconcerta è il crollo mentale e caratteriale di buona parte dei presunti pilastri. Alla luce di quanto accaduto in questa stagione, nessuno dei nerazzurri è sicuro del posto in squadra per la prossima stagione e non si escludono cessioni eccellenti. La società è già al lavoro per costruire la rosa 2017/2018, ad iniziare dal tecnico che prenderà il posto di Pioli.

Il tecnico emiliano chiude dunque la sua esperienza alla guida del club milanese dopo 23 gare di campionato, 12 vittorie, 3 pareggi ed 8 sconfitte; 2 gare di Coppa Italia con una vittoria ed una sconfitta e 2 gare di Europa League con lo stesso poco invidiabile bottino.

Caccia al nuovo tecnico

Il sogno di Suning, è risaputo da tempo, si chiama Antonio Conte. La dirigenza cinese dell'Inter è disposta ad offrire all'attuale allenatore del Chelsea un ingaggio faraonico ed un ruolo da manager all'inglese, con precise responsabilità anche nelle scelte di mercato della società. Difficile che la società londinese si lasci sfuggire l'ex allenatore della Juventus e della Nazionale italiana, ma nel calcio è tutto possibile.

Certamente le quotazioni di Conte sono di gran lunga superiori rispetto a quelle del 'cholo' Diego Simeone, da sempre un pallino della dirigenza interista anche prima dell'avvento dei cinesi. L'alternativa a Conte potrebbe essere, pertanto, Luciano Spalletti. Nelle scorse settimane si era parlato di un interessamento per Leonardo Jardim, il tecnico portoghese del Monaco, ma sinceramente dopo l'esperienza De Boer sembra molto difficile che si scelga un allenatore senza esperienza nel campionato italiano.

Rivoluzione estiva?

Di certo ci saranno parecchi nuovi innesti nell'Inter che verrà. I nomi che circolano sono tanti: Manolas, Ricardo Rodriguez, De Rossi, Nainggolan, Di Maria, Ramirez, Luiz Gustavo, Mbappé, tanto per citarne alcuni.

Tantissima carne al fuoco: quello che è certo sono le disponibilità economiche della società, al momento paragonabili a quelle delle grandi d'Europa. Ma la storia del calcio e dell'Inter in particolare, insegna che non sempre gli album di figurine sono utili a vincere i trofei. Ci vuole criterio e competenza, quanto allo scotto iniziale possiamo dire che Zhang Jindong e soci si sono già abbastanza ustionati.

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