Altro che 'miracolo' di San Gennaro, siamo di fronte al miracolo di San Simone Inzaghi. Certo mai mischiare sacro con profano, ma in questo caso si può solo parlare di un miracolo, ma sportivo. Alzi la mano chi a inizio stagione avrebbe mai ipotizzato un campionato di questo tipo: finale coppa Italia e conquista con 3 turni di anticipo dell'Europa League. Nessuno, proprio nessuno, non diciamo baggianate. Dopo la fine della scorsa stagione, il presidente Lotito presentò al pubblico laziale un inedito casting per la ricerca degli allenatori: Prandelli, Sampaoli, Bielsa e molti altri nomi che tra rifiuti e strette di mano mai contrattualizzate hanno fanno virare la Lazio verso l'unica meta: Simone Inzaghi.

Il tecnico laziale, subentrato a Pioli, nella scorsa stagione ha collezionato 4 vittorie, 3 sconfitte in 7 gare. Numeri che non potevano far immaginare una stagione di questo livello per una Lazio proiettata stabilmente nelle zone alte della classifica. Ed ora? Il tifoso nell’ultima gara con la Sampdoria è tornato allo stadio, è in pieno delirio tra derby vinti con la Roma e l’imminente finale di coppa Italia con la Juventus. Chiede, esige che la Lazio alzi l’asticella e si proietti stabilmente nelle zone alte della classifica, magari puntando alla zona Champions League con uno sguardo al tricolore.

Sogni, solo sogni o come dice Lotito “Non vendo sogni, ma solide realtà” . E qual è la realtà, prossima, che attende il tifoso laziale? Rinnovare i contratti in scadenza (Biglia, Keita e De Vrij) e rinforzare la squadra nei punti critici o perdere i rinnovi e puntare ai soliti acquisti (Vignaroli, Hitzlsperger, Alfaro ecc) che hanno condizionato la formazione laziale alternando stagioni discrete con mediocri.

Poter dare una svolta definitiva alla società laziale, garantirebbe al presidente Lotito un futuro davvero roseo con la tifoseria finalmente ricompattata ed uno stadio di proprietà. Due condizioni necessarie per iniziare finalmente programmare un futuro diverso da quello vissuto negli ultimi 13 anni, in cui la società laziale non ha fatto nulla per uscire da un limbo infinito. Altro che scudetto del 1915, è ora di tornare a sognare in grande, magari con i ragazzi del vivaio stile Atletico Bilbao e con la giusta determinazione stile ’Atletico Madrid, tanto per rimanere in terra spagnola.

Dubbi, quesiti o situazioni già vissute, è sempre lecito sperare e sognare. Chi vivrà, vedrà.

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