Il calcio è strano, il Calciomercato lo è ancora di più. Fino a quando non si mette tutto nero su bianco sui contratti è possibile assistere a colpi di scena per molti versi inaspettati. La sensazione, va detto, è che non esista alcun tipo di dubbio sul fatto che Luciano Spalletti si siederà sulla panchina interista, ma è pur vero che ancora non c'è una firma.

Spalletti: dettagli da limare con l'Inter

A livello temporale non sembra mancare molto al momento in cui Spalletti diventerà ufficialmente il nuovo allenatore nerazzurro, ma secondo quanto rivela La Gazzetta dello Sport, esisterebbero dei dettagli da limare tra le clausole dell'accordo.

Nessun dubbio sulla durata e sull'ingaggio: biennale da quattro milioni di euro a stagione, con opzione per un terzo anno insieme.

L'aspetto su cui si dovrà trattare sarà quello relativo alla cifra da versare nel caso in cui avvenisse un esonero prima della naturale scadenza dell'accordo.

"Suning" avrebbe dato mandato di chiarire bene quest'aspetto, perchè vorrebbe evitare un Mancini bis e quindi la necessità di effettuare una trattativa per stabilire l'ammontare della buonuscita.

Non sembrano, poi, registrarsi potenziali intoppi e la prossima dovrebbe essere la settimana della concretizzazione di tutto.

Spalletti-Inter: l'origine della scelta

Non bisogna nascondersi dietro un dito. Tutti sanno che l'Inter sulla propria panchina avrebbe voluto Antonio Conte. Il profilo dell'ex tecnico bianconero sembrava davvero quello giusto, soprattutto per ricostruire la mentalità vincente di una squadra annientata da anni di delusioni e bocconi amari. Gli si sarebbe chiesto esattamente quello che ha fatto con la Juventus, oggi protagonista di un inesauribile ciclo vincente che ha avuto origine dalla gestione dell'allenatore salentino.

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Non appena si è capito che Conte avrebbe avuto intenzione di proseguire la sua avventura in Inghilterra, si è provveduto ad una ricognizione di tutti gli allenatori potenzialmente sul mercato. Tante idee stuzzicanti e ricche di fascino, ma molte avevano un margine di rischio troppo alto e la recente esperienza con De Boer aveva insegnato quanto fosse importante rivolgersi a tecnici in grado di confrontarsi con un campionato a livello tattico come quello italiano.

L'avvento di Walter Sabatini, poi, ha fatto sì che venisse individuato nell'ormai allenatore romanista l'uomo giusto per guidare la rinascita dell'Inter.

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